La domenica social di Meloni: «Il tetto al contante sfavorisce l’Italia. E l’obbligo di Pos pesa troppo sui commercianti» – Il video

La premier lancia una nuova video-rubrica su Facebook e tiene il punto sulle misure chiave della manvora

Durante la sua nuova rubrica social Gli appunti di Giorgia al debutto oggi 4 dicembre, la premier italiana è tornata ad affrontare il tema del tetto al contante. «Sfavorisce la nostra economia», ha detto Giorgia Meloni su Facebook. «Siamo in un mercato europeo, il tetto ha senso solo se ce lo hanno tutti», ha continuato con il suo quaderno degli appunti in mano. «In Europa ci sono tanti diversi tetti al contante, e nazioni che non ce l’hanno. La Germania non ha un tetto al contante, l’Austria che confina con l’Italia nemmeno. Chi ha contante da spendere preferisce andare a farlo in altre nazioni». Il discorso è poi virato sull’altra grande polemica nata dalla misura presente nella nuova legge di bilancio riguardo ai pagamenti elettronici. «Sull’obbligo di Pos ci si dice che vogliamo impedire di pagare con il bancomat per favorire l’evasione», ha detto la premier pochi giorni dopo la bacchettata ricevuta anche dalla Corte dei conti, che ha definito il provvedimento sul pos come «incoerente con l’obiettivo di contrasto all’evasione».


Meloni tiene il punto anche se lascia aperta una finestra a possibili modifiche: «Il governo sta valutando la possibilità di non obbligare i commercianti ad accettare pagamenti elettronici per piccoli importi. Fino a 60 euro non vorremmo obbligarli. Vedremo come andrà a finire l’interlocuzione con la Commissione europea. Ma l’obbligo per importi così bassi incide tantissimo sui commercianti». La difesa della manovra presentata da parte della premier passa anche per il tema del Reddito di cittadinanza. «Voglio aiutare persone a uscire dalla povertà con il lavoro: il lavoro porta ovunque, il Reddito di cittadinanza ti tiene dove sei, non c’è scampo», ha ribadito, confermando la stretta alla misura targata Cinque Stelle. «Tra percepire il reddito e rubare, un’opzione di andare a lavorare forse dovresti prenderla in considerazione», ha continuato sul social, «più percepirai il Reddito più sarai povero e difficile da inserire nel lavoro. Voglio regalare la dignità del lavoro a persone che non meritano di essere mantenute. Non voglio che la gente sia costretta a votarmi, voglio costruire libertà».


Crosetto: «Contro evasione serve Stato giusto»

A fare da eco alla premier italiana, anche il ministro della Difesa e fedelissimo di Meloni, Guido Crosetto. Ospite a Mezz’ora in più su Rai3, anche Crosetto ha parlato del tema evasione: «Per contrastarla penso che bisogna rendere lo Stato efficiente e giusto e obbligare le persone a pagare le tasse in cambio di servizi che non sono contestabili, come la sanità garantita per tutti». E ancora: «La grande distinzione è tra chi non può evadere e chi invece ha la possibilità di farlo. Il tutto si basa sulla giustificazione morale di avere a che fare con uno Stato che quando deve comportarsi bene con i cittadini non lo fa». Sulla questione Pos il ministro della Difesa è apparso invece più aperto alle critiche ricevute: «Sono per la libertà. Pago con i soldi se li ho, sennò pago con il bancomat, non mi formalizzo», ha detto, «chiedo sempre al mio interlocutore che transazione preferisce, anche ai tassisti. Io credo che una volta risolto l’impatto economico sull’esercente nessuno avrebbe pregiudizi sul pagamento».

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