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È di Saman Abbas il corpo trovato a Novellara, la conferma dai denti: il dettaglio sulla frattura al collo

04 Gennaio 2023 - 15:53 Redazione
I carabinieri nei pressi del casolare dove sono stati trovati dei resti umani che potrebbero essere di Saman Abbas, Novellara (Reggio Emilia), 19 novembre 2022. Un cadavere dentro un sacco nero, a circa due metri di profondità. E' questo che hanno trovato i carabinieri a Novellara a meno di cinquecento metri dalla casa dove viveva la famiglia di Saman Abbas alle dipendenze di un'azienda agricola. Sono in corso i rilievi del Ris che proseguiranno nelle prossime ore e sono presenti carabinieri di Reggio Emilia e Vigili del Fuoco.
ANSA/ CARABINIERI
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Dagli esami autoptici è emersa una frattura nella parte anteriore del collo. Un dettaglio che potrebbe confermare l'ipotesi secondo cui la ragazza sarebbe stata strangolata
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È di Saman Abbas il corpo ritrovato il 18 novembre 2022 a novellara, in un capannone vicino la casa in cui viveva la 18enne con la sua famiglia. La conferma ufficiale è arrivata dopo un’analisi dei denti, secondo l’avvocata Barbara Iannucelli, che assiste l’associazione “Penelope”, costituitasi parte civile nel processo sull’omicidio della ragazza. Iannucelli ha spiegato che Saman Abbas è stata «identificata da un’anomalia dentaria, grazie a foto e video». L’esame autoptico avrebbe fatto emergere anche una «frattura dell’osso ioide nella parte sinistra», ha aggiunto l’avvocata. Un dettaglio che potrebbe portare un’ulteriore conferma sulla ricostruzione degli ultimi minuti di vita della ragazza, che secondo le prime ipotesi. dopo l’autopsia del cadavere, sarebbe morta per strangolamento. E quella frattura dell’osso nella parte anteriore del collo potrebbe chiarire ulteriori dubbi. Chiarimenti che dovrebbero arrivare da nuovi esami istologici, in modo da accertare se quella frattura sia avvenuta prima o dopo il decesso. Per l’omicidio della giovane pakistana avvenuto nella notte del 30 aprile 2021 sono accusati nel processo che inizierà a febbraio cinque famigliari, di cui lo zio e due cugini già in carcere a Reggio Emilia, il padre agli arresti in Pakistan in attesa di estradizione e la madre ancora latitante.

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