Senato, nuovo ok all’invio di armi all’Ucraina. M5s contrario, ma esulta per l’odg sugli aiuti umanitari

Raggiunta una maggioranza molto ampia: 125 voti a favore e 28 contrari. Ora il decreto passerà alla Camera

L’Aula di Palazzo Madama ha dato il suo via libera al decreto del governo che proroga fino al 31 dicembre l’invio di armi a Kiev per reagire all’aggressione russa. A quasi un anno dall’invasione, il Senato, con 125 voti a favore e 38 contrari, accorda la conversione del decreto per la «cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari alle autorità governative ucraine» fino a fine 2023. Il decreto prevede che la spedizione delle armi possa avvenire in deroga alla legge n. 185 del 9 luglio 1990, attraverso decreti interministeriali che coinvolgono tre dicasteri: Difesa, Economia ed Esteri. Adesso toccherà alla Camera votare la conversione del decreto. «Aiutare l’Ucraina è aiutare noi, gli obiettivi sono la liberazione delle zone occupate dalla Russia e non altri. Combattiamo per ristabilire l’ordine internazionale di legalità e per proteggere un Paese che è fortemente europeo», ha dichiarato il senatore e leader del Terzo polo Carlo Calenda.


Il Movimento 5 stelle, invece, resta il gruppo che si oppone con più forza alla fornitura di armamenti a Kiev. «Il M5s non voterà più l’invio di armi all’Ucraina, e a testa alta dice viva la pace, viva l’Ucraina – ha detto Ettore Licheri. Il quale ribadisce che il Movimento – è al fianco del popolo ucraino contro la barbara invasione russa ma è lecito domandarsi se la pace la stiamo veramente costruendo sui campi di battaglia. È lecito farsi questa domanda o no? Il punto non è fermare Putin o dargliela vinta, ma come farlo, quale sia la strategia che dobbiamo mettere in campo considerando che l’escalation alla quale abbiamo partecipato finora ci ha portato a un binario morto, alla catastrofe». Secondo il senatore grillino, l’Italia «sta seguendo da mesi un copione che ci ha scritto Washington, e questo i cittadini lo hanno capito». D’altro canto, i 5 stelle esultano perché l’esecutivo ha espresso parere favorevole a un ordine del giorno presentato dal partito guidato da Conte.


«Siamo molto soddisfatti per l’accoglimento dell’odg per chiedere di incrementare l’invio di aiuti umanitari alla popolazione civile ucraina – si legge in una nota -. Nello specifico, abbiamo sollecitato l’invio di medicinali come richiesto dai parlamentari ucraini nel corso della nostra recente teleconferenza. Il trasporto nel nostro Paese dei malati più gravi perché possano essere sottoposti ai relativi interventi nonché la partenza in sicurezza di nostri medici volontari verso l’Ucraina. La fornitura di materiali legati alla sicurezza energetica, tra cui trasformatori e generatori di corrente da sostituire agli attuali, alcuni di epoca sovietica, oramai inutilizzabili o danneggiati dai bombardamenti, necessari per il funzionamento di ospedali e centri di ricovero quali scuole e asili. L’invio di tecnologie per ripristinare urgentemente strade e ferrovie utilizzate per le esportazioni del grano ucraino all’estero. La fornitura di assistenza e mezzi per lo sminamento dei territori liberati dall’occupazione russa. L’avvio di programmi di cooperazione umanitaria, culturale e sociale per creare le premesse basilari per il rientro della popolazione sfollata durante il conflitto».

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