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Bonafede ammette: «Ho comprato io il covo per Messina Denaro» – Il documento firmato dal prestanome

17 Gennaio 2023 - 20:40 Redazione
Sneakers griffate, vestiti di lusso, un frigorifero pieno di cibo, ricevute di ristoranti, pillole per potenziare le prestazioni sessuali, profilattici sono alcune delle cose trovate nella casa usata dal boss Messina Denaro e scoperta dai carabinieri nella notte nel centro di Campobello di Mazara. L'abitazione risultava intestata ad Andrea Bonafede, il geometra che avrebbe prestato la sua identità al padrino e che ora è indagato. Al momento non risulta che nell'immobile vi fossero documenti particolari tanto che gli inquirenti sospettano che possa esserci un secondo immobile in cui cercare il cosiddetto tesoro di Messina Denaro. 
ANSA/CARABINIERI
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Il boss mafioso ha usato per anni lo pseudonimo prestatogli dall'amico - indagato per associazione mafiosa - e le sue generalità per ogni esigenza
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«Conosco Messina Denaro fin da quando eravamo ragazzini. La casa in cui viveva l’ho comprata io con i suoi soldi». Sarebbero queste le parole rivolte da Andrea Bonafede, prestanome di Matteo Messina Denaro, agli inquirenti. Il boss mafioso ha usato per anni lo pseudonimo prestatogli dall’amico – indagato per associazione mafiosa – e le sue generalità per ogni esigenza. Così conoscevano il boss anche nella clinica La Maddalena, dove è avvenuto l’arresto dopo trent’anni di latitanza. Ed è proprio di Bonafede, quello vero, la firma sull’atto di compravendita della casa divenuta il Covo del mafioso. Una dimora di media grandezza a Campobello di Mazara, provincia di Trapani e a ottanta chilometri da Palermo; quattro vani più le cosiddette «pertinenze», acquistata sei mesi fa da una coppia residente nella stessa zona (nell’atto che pubblichiamo abbiamo oscurato le generalità). Non è chiaro da quanto tempo il boss vivesse nella palazzina di via Cb Trentuno, ma ha effettivamente comprato l’appartamento il 15 giugno scorso. Secondo le prime indiscrezioni seguite alla perquisizione, all’interno i carabinieri hanno trovato profumi, abiti di lusso, viagra e preservativi, ma non armi. Non è chiaro se ci sia traccia del famoso archivio di Totò Riina, sparito quando, trent’anni or sono, dopo la cattura il suo covo non fu perquisito.

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