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Twitter, la crisi senza fine svelata da Elon Musk: «Investitori in fuga e debiti, finché non torniamo in attivo non potremo fare altro»

15 Luglio 2023 - 19:44 Antonio Di Noto
epa10629766 Electric car maker Tesla CEO Elon Musk meets with the French Minister for the Economy and Finances on the sidelines of the 6th edition of the 'Choose France' Summit at the Chateau de Versailles, outside Paris, France, 15 May 2023. Since 2018, the Choose France Summit seeks to promote France's economic attractiveness and encourage international investment across the country and brings together hundreds of leaders from the largest multinational corporations.  EPA/LUDOVIC MARIN / POOL  MAXPPP OUT
Il patron della piattaforma «dà i numeri» del bilancio in rosso rispondendo a un'utente sul suo social network
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«Il nostro bilancio è ancora in negativo». Con queste parole il patron di Twitter Elon Musk conferma pubblicamente che la crisi dell’uccellino blu non è finita. Le motivazioni? «Un crollo degli introiti pubblicitari di circa il 50% e il grosso peso dei debiti», ha dichiarato l’imprenditore in un tweet nel quale rispondeva a un’utente che gli suggeriva di mettere insieme una squadra che comprenda la sua visione per il sito, qualunque essa sia. La ragazza propone anche di «far comprare a loro il debito» per poi poterlo scambiare. Nonostante il suggerimento, Musk è irremovibile: «Dobbiamo raggiungere un flusso di cassa positivo prima di poter fare qualsiasi altra cosa». Perché crollano gli investimenti in pubblicità? Mentre Twitter diventa una piattaforma sempre più inaffidabile e polarizzante, gli inserzionisti sembrano fortemente interessanti a spostarsi su Threads, il nuovo social network con il quale Meta sfida la piattaforma dei 160 caratteri.

Le difficoltà economiche e la concorrenza di Threads

Con 100 milioni di utenti raggiunti ad appena cinque giorni dal debutto – che la rendono l’app con la crescita più veloce di sempre nel periodo – e 10 milioni a sette ore dal lancio, Threads sembra aver attirato l’attenzione degli investitori pubblicitari, che stanno cercando di capire come integrare le proprie inserzioni nella piattaforma. A far partire la migrazione sono state le preoccupazioni degli investitori per la sicurezza di Twitter. A otto mesi dalla cifra monstre di 44 miliardi di dollari con la quale Musk si aggiudicato il social, il discorso d’odio è aumentato, le casse si sono svuotate, e numerosi dipendenti della piattaforma – compresi alcuni di quelli di alto profilo – se ne sono andati. Inoltre, l’uso completo della piattaforma ora viene consentito solo agli utenti paganti uno dei molti piani di abbonamento offerti. Come riporta Cnbc, Twitter è diventato in breve tempo il quarto marchio più odiato dagli statunitensi.

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