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Matteo Ridolfi, il 14enne che ha salvato la vita a un uomo grazie a un telefilm

20 Febbraio 2024 - 06:40 Redazione
matteo ridolfi
matteo ridolfi
Gli ha fatto il massaggio cardiaco guidato dal 118: «Io l'unico a fermarmi»
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Aveva visto quella mossa nella serie Doc. Matteo Ridolfi, 14enne di Colognola ai Colli in provincia di Verona, ha così deciso di attuare il massaggio cardiaco. Salvando la vita a un pensionato di 65 anni colto da infarto in strada. Lui è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Verona. La prognosi resta riservata. Ma pare fuori pericolo. E Matteo racconta il suo gesto in un’intervista a La Stampa: Il giorno che ha visto il telefilm, spiega, «era il giorno del mio compleanno, ma ero a casa in punizione, perché non mi ero comportato tanto bene con i miei genitori. Meno male, mi viene da dire adesso». Quel giorno era il primo pomeriggio di domenica 18 febbraio: «Stavo andando in bici al campetto della scuola per andare a giocare a calcio con i miei amici, quando ho sentito urlare una donna. Ho mollato la bici, sono corso verso di lei e ho visto che c’era un uomo disteso a terra».

La telefonata al 118

La signora, racconta Matteo, era al telefono con un operatore del 118 ma non sapeva dove si trovasse precisamente: «Le ho preso il cellulare dalle mani e ho comunicato la nostra posizione esatta». Poi l’intervento: «L’operatore del 118 mi ha detto di provare a togliere la maglietta al signore, ma non ce l’ho fatta, allora gliel’ho solo aperta un po’. E poi ho iniziato a fargli il massaggio cardiaco, seguendo attentamente le indicazioni al telefono: appoggiare le mani sul petto e poi spingere, a ritmo. Sono andato avanti per un quarto d’ora buono, senza mai fermarmi, fino all’arrivo dei medici, con ambulanza e elisoccorso. Mi hanno detto che sono stato bravo».

La mamma

Matteo racconta che siccome non era arrivato al campetto la madre si è precipitata a cercarlo. Quando lui gli ha raccontato di aver salvato la vita a un uomo, lei non gli ha creduto: «Dopo l’arrivo dei medici, me ne sono andato al campetto a giocare. Ha capito che non mistavo inventando una scusa solo quando è arrivata la figlia di quell’uomo, che ha detto a mia mamma che ha un figlio meraviglioso». E conclude così: «Sono stato l’unico che si è fermato. C’era un altro signore: ci ha guardato, ma poi ha tirato dritto, senza neanche chiederci se avessimo bisogno di aiuto».

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