Mario Adinolfi e il «club esclusivo» per le scommesse collettive: tra rendimenti al 40% e creditori in attesa dei loro soldi


Tra le numerose attività in cui Mario Adinolfi si è cimentato nella sua vita, politica, giornalismo e non ultimo l’esperienza da naufrago all’Isola dei Famosi, ne spicca una che poco si addice a una figura ultracattolica come la sua. Il politico, blogger e giocatore di poker aveva fondato anni fa il «club esclusivo» Scommessa Collettiva, presentato come un’opportunità di investimento sicura nel settore delle scommesse sportive. Il sistema era, e forse è, tutt’altro che improvvisato: l’adesione prevedeva il versamento di quote annuali o trimestrali, da 3.000 a 10.000 euro, con la promessa di rendimenti fino al 40% annuo, grazie a un «team di esperti» e a sofisticati algoritmi di scommessa.
Il «Club esclusivo» di Adinolfi
Adinolfi stesso ha più volte dichiarato di gestire l’iniziativa in maniera trasparente, assicurando che il capitale era garantito e che i partecipanti potevano ritirarlo senza commissioni in qualsiasi momento: «La somma investita è sempre e comunque garantita, ma chi ne richiedesse la restituzione fuori dalle finestre trimestrali in cui l’operazione è consentita accetta di rinunciare alle vincite maturate e non reinvestite» dichiarava. E il giro d’affari non deve essere stato nemmeno troppo ristretto se in occasione dell’ultimo europeo di calcio Adfinolfi arrivava a promettere: «Se compri la quota entro febbraio la paghi 9.500 euro, si chiamerà Vip Plus e ti scade il 31 dicembre 2024 con la maggiorazione del 150% (200% se l’Italia vince l’Europeo)» si legge sulle pagine del Fatto Quotidiano.
I creditori alla porta
Nonostante Mario Adinolfi abbia più volte minimizzato la portata del giro di scommesse: «avranno aderito in totale 6 o 7 persone» e abbia anche affermato di averlo chiuso molti anni fa, alcuni post sui social testimoniano che l‘attività era ancora in piedi tra il 2022 e il 2023. Da oltre un anno alcuni partecipanti tentano senza successo di recuperare le proprie somme, spesso poche migliaia di euro, e le comunicazioni di Adinolfi si limitano a promesse di liquidazione «dopo Ferragosto». La scadenza è passata ma dei soldi, riporta il quotidiano di Marco Travaglio, neanche l’ombra.