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La famiglia che vive nei boschi di Chieti senza acqua corrente ed elettricità: «I nostri figli sono felici»

01 Novembre 2025 - 05:49 Alessandro D’Amato
caroline birmingham nathan trevallion famiglia bosco chieti
caroline birmingham nathan trevallion famiglia bosco chieti
Catherine Birmingham, australiana 45enne, e Nathan Trevallion, britannico di 51 anni, abitano con tre figli in una ex casa colonica. La procura vuole togliergli la patria potestà
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Si chiamano Catherine Birmingham, australiana 45enne, e Nathan Trevallion, britannico di 51 anni. Vivono a Palmoli nel Vastese in provincia di Chieti con i loro tre figli in una ex casa colonica. Senza acqua, elettricità e contatti con gli altri. I tre minori (una bambina di otto anni e due gemelli di sei) studiano con l’unschooling. La loro storia è diventata di dominio pubblico nel settembre 2024, quando l’intera famiglia è finita all’ospedale per un’intossicazione da funghi. «Dopo aver acquistato la casa nei boschi limitrofi di Palmoli (Chieti), abbiamo installato dei pannelli solari per l’energia elettrica, prendiamo l’acqua dal pozzo e per riscaldarci abbiamo il camino. Non viviamo isolati nei boschi, ma facciamo la spesa al supermercato una volta a settimana nella vicina San Salvo», dicono al Messaggero.

La famiglia che vive nei boschi di Chieti

Sono stati i carabinieri ad accorgersi che a casa mancavano l’energia elettrica, l’acqua corrente e i bagni. E a scoprire i pannelli solari, un pozzo e una struttura esterna per l’igiene. Oltre al camino per scaldarsi. I tre ragazzini studiano senza obbligo scolastico. Non hanno pediatra, sono in isolamento sociale e hanno condizioni abitative ritenute non idonee. I servizi sociali hanno proposto alla famiglia l’accesso a un centro educativo comunale. Ma loro hanno rifiutato. E allora è partita la segnalazione alla procura per i minorenni de L’Aquila. Che ha chiesto l’affidamento dei tre bambini e una limitazione della responsabilità genitoriale.

L’avvocato della famiglia

«Per fortuna, non si è in presenza di violenza di cui i minori purtroppo sono sempre più spesso vittime, né tantomeno di disagio o di devianze che caratterizzano molti nuclei familiari. Qui si tratta di un caso per certi versi opposto, che solo per una serie di circostanze sfortunate è stato sottoposto all’attenzione della giustizia minorile. La famiglia proviene dalla borghesia anglosassone ed è un nucleo famigliare economicamente indipendente, che non necessita di sussidi statali né tantomeno di supporti esterni, economici e non, e che ha deciso di trasferirsi a vivere in Italia scegliendo il nostro Paese fra i tanti da loro visitati nel mondo» dice l’avvocato difensore Giovanni Angelucci.

I bambini

E aggiunge: «Il fine nobile e legittimo di questi genitori è quello di preservare i loro figli fino a che gli stessi non diventino sufficientemente maturi da poter discernere quale sia la strada migliore da percorrere all’interno della società. I bambini sono in perefette condizioni psico-fisiche, godono di ottima salute, sono assegnati al sistema sanitario nazionale e seguiti da una pediatra di fiducia». I bambini seguono corsi di “studio domestico” settimanali con un’insegnante del Molise. E usano i telefonini dei genitori per sentire i parenti in Australia e Regno Unito.

Catherine Birmingham e Nathan Trevallion

Catherine Birmingham è un’ex cavallerizza con passaporto maltese. Nathan Trevallion faceva lo chef prima di diventare imprenditore di mobili pregiati. I due dicono al Messaggero di essersi conosciuti a Bali in Indonesia «nel 2016, dove Nathan viveva già da sei anni e lavorava prima come chef e poi come commerciante di mobili di pregio. Invece io sono arrivata lì dopo aver lavorato per diversi anni in Germania e in Giappone come istruttrice di equitazione di massimo livello. Abbiamo fatto amicizia passeggiando sulla spiaggia insieme ai nostri sette cani, dove giorno dopo giorno ci siamo innamorati».

Società e tecnologia

Si sono stabiliti a Teramo alla fine del 2016, dove hanno vissuto per 4 anni: «Io ero già incinta della mia prima figlia che è nata otto anni fa nell’ospedale “Val Vibrata” di Sant’Omero (Teramo) come i suoi fratelli gemelli di sei anni. Nel maggio 2021 è arrivata la svolta perché crediamo che i bambini debbano crescere lontani dalla tossicità della società occidentale e dalla tecnologia, ma allo stesso tempo abbiamo insegnato loro a rispettare la natura, nonché le varie culture e religioni». E quindi si sono spostati nel bosco: «Dopo aver acquistato la casa nei boschi limitrofi di Palmoli (Chieti), abbiamo installato dei pannelli solari per l’energia elettrica, prendiamo l’acqua dal pozzo e per riscaldarci abbiamo il camino. Non viviamo isolati nei boschi, ma facciamo la spesa al supermercato una volta a settimana nella vicina San Salvo».

I figli

I loro figli, dicono, «sono più felici e soddisfatti, ma non vivono isolati dal mondo, bensì socializzano anche con altri bambini. Hanno già imparato a conoscere piante e animali, così come a cucinare e a lavorare a maglia, ma adesso studiano a casa con una maestra».

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