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Turchia, l’ex sindaco di Istanbul Ekrem Imamoğlu rischia oltre 2mila anni di carcere: 142 capi d’accusa per il rivale di Erdoğan

11 Novembre 2025 - 19:02 Anna Clarissa Mendi
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La procura ha richiesto una pena complessiva di 2.532 anni di prigione per il principale oppositore del presidente turco. La protesta: «Interferenza giudiziaria»

Oltre duemila anni di carcere. Per la precisione: 2.532. È la pena complessiva richiesta dalla procura turca per Ekrem İmamoğlu, ex sindaco di Istanbul rimosso dall’incarico dopo il suo arresto per corruzione lo scorso marzo e considerato il principale oppositore del presidente Recep Tayyip Erdogan. Oltre a Iİmamoğlu, nell’atto d’accusa di oltre 3.700 pagine compaiono in tutto i nomi di 402 indagati, tra i quali 105 si trovano in carcere, 170 sono sottoposti a un controllo giudiziario e altri 7 sono ricercati con un mandato di arresto. Sono accusati di essere colpevoli di 142 capi d’accusa, tra cui «estorsione, frode a danno di istituzioni pubbliche, tangenti e violazioni di varie leggi».

I capi d’accusa e il processo

Presentando l’atto d’accusa ai giornalisti, il procuratore capo Akin Gürlek ha annunciato che il processo contro la municipalità di Istanbul si terrà nell’aula del carcere di Silivri, alla periferia della città, dove İmamoğlu è detenuto dal 19 marzo. Gürlek ha dichiarato che l’ex sindaco è accusato di guidare un’organizzazione criminale, descritta nell’atto d’accusa come una “piovra”, che avrebbe provocato allo Stato turco un danno di 160 miliardi di lire turche (circa 3,3 miliardi di euro) e 24 milioni di dollari (circa 20,7 milioni di euro). Secondo l’accusa, İmamoğlu avrebbe costruito questa rete con il duplice obiettivo di assumere la leadership del Chp (Partito Popolare Repubblicano, di centrosinistra) e di reperire fondi per finanziare una futura candidatura presidenziale.

L’arresto di İmamoğlu

Il suo arresto provocò instabilità nei mercati finanziari e settimane di proteste anti governative non solo a Istanbul ma anche in altre città turche, dove si verificarono scontri con le forze della polizia e centinaia di persone furono arrestate. Il caso di İmamoğlu è stato citato dalla Commissione europea nel recente rapporto sulla Turchia, dove Bruxelles ha espresso «preoccupazioni riguardo al continuo deterioramento degli standard democratici, dello stato di diritto, dell’indipendenza della magistratura e del rispetto dei diritti fondamentali». 

Opposizione turchia: «Interferenza giudiziaria»

Il leader dell’opposizione turca ha condannato le accuse contro il popolare sindaco, definendole «interferenza giudiziaria», e affermando che le accuse miravano a impedirgli di candidarsi alla presidenza alle elezioni del 2028. «Questo caso non è legale, è puramente politico. Il suo scopo è quello di fermare il Partito Popolare Repubblicano (Chp), arrivato primo alle ultime elezioni (locali), e di bloccare il suo candidato alla presidenza», ha dichiarato Ozgur Ozel su X. 

Foto copertina: ANSA / ERDEM SAHIN | Le proteste in Turchia per la carcerazione del sindaco di Instanbul Ekrem İmamoğlu

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