Ultime notizie Delitto di GarlascoDonald TrumpLibriUcraina
ATTUALITÀFriuli-Venezia GiuliaInchiesteMinacceUdineVideo

Udine, minacce di morte al vicesindaco Venanzi: «Non ho paura, risponderò con maggiore impegno»

11 Novembre 2025 - 14:38 Ugo Milano
alessandro venanzi udine
alessandro venanzi udine
Il politico coinvolto in tre diversi episodi di stampo intimidatorio. Una collega si aggiunge: «Anche io ho ricevuto una lettera anonima un anno fa»

Al terzo episodio non ce l’ha più fatta e ora risponde. In un video condiviso anche sui social il vicesindaco di Udine Alessandro Venanzi (Pd) ha raccontato le gravi minacce ricevute negli ultimi sei mesi. «L’ho fatto per dire alcune cose», spiega. «La prima è che non ho paura e che continuerò a girare le strade e le vie della mia città», abitata da «una comunità che ha sempre basato sul dialogo, sulla franchezza, sul confronto, la crescita di un territorio». «Questi episodi – aggiunge – non devono passare inosservati» e «credo che in questo momento la nostra società debba fare una riflessione molto chiara».

Le minacce ricevute dal vicesindaco

Da quanto in parte raccontato dal vicesindaco stesso sarebbero tre le occasioni in cui Venanzi ha subito minacce. Nel primo caso il vicesindaco era stato aggredito verbalmente a Godia, la frazione udinese in cui risiede, mentre si trovava con la figlia di cinque anni. Un uomo, poi identificato e denunciato, gli avrebbe intimato di volergli «tagliare la gola». Nel secondo caso il vicesindaco è stato raggiunto su Instagram da messaggi minatori e anche in quella circostanza il mittente è stato individuato e denunciato. Infine, pochi giorni fa il politico è stato destinatario, assieme al collega Ivano Marchiol, di una lettera anonima fatta recapitare a Palazzo D’Aronco, il municipio della città. Nella missiva, racconta Venanzi, «vengo incoraggiato ad andare in giro con il giubbotto antiproiettili».

Nessun passo indietro dall’amministrazione cittadina

Davanti a questi episodi il vicesindaco, che è anche assessore al commercio e al turismo, non ha tentennato. «Risponderò alle minacce con ancora maggiore impegno, senza reagire alla paura con la paura. Udine è più forte delle minacce», ha affermato. Con il collega Marchiol ha poi lanciato appello a toni più civili, anche nell’esprimere il dissenso: «Nessuno fa un passo indietro, e invitiamo a fermarsi e usare il pensiero, prima di compiere gesti intollerabili come questo, per ristabilire un corretto dialogo democratico». Solidarietà anche dal sindaco Alberto Felice De Toni, che ha commentato: «Questo accanimento contro gli assessori è insensato, visto che le decisioni sono di tutta l’amministrazione». «Anche io ho ricevuto una lettera anonima un anno fa, nel mio ufficio, di stampo violento», ha raccontato l’assessore Chiara Dazzan: «È il caso di fermarsi tutti e riflettere sulle criticità relazionale che sta caratterizzando la nostra comunità».