Regno Unito, la storia fuorviante dell’uomo arrestato “solo per una foto con un fucile” su Linkedin

Circola lo screenshot di un articolo in inglese in cui si sostiene che Richelieu-Booth, un consulente IT, sarebbe stato arrestato dopo aver posato con un fucile su LinkedIn. L’uomo avrebbe scattato la foto durante una vacanza in Florida, negli Stati Uniti, per poi venire arrestato al suo ritorno nel Regno Unito. Lo screenshot, che riporta solo il titolo e la foto dell’articolo, viene condiviso come prova della “polizia politica” sotto il governo Starmer, dove basterebbe una foto sui social per finire perseguitati, ma senza riportare il reale contesto della vicenda.
Per chi ha fretta
- L’uomo è stato arrestato dopo una denuncia presentata alla polizia.
- La denuncia non riguardava la foto in sé, ma un presunto caso di stalking che includeva anche diversi post con armi ritenuti minacciosi dal denunciante.
- L’accusa formale era per un reato di ordine pubblico, ossia l’intento di “causare allarme o disagio”.
- Il caso è stato successivamente archiviato dalla Crown Prosecution Service.
- Non è dunque vero che il Regno Unito abbia arrestato un Richelieu-Booth “solo per una foto con un fucile”.
Analisi
La narrazione che circola online sostiene che la polizia britannica sarebbe incapace di fermare crimini reali, ma efficace nel punire cittadini che pubblicano contenuti ritenuti “preoccupanti”, denunciando che Richelieu-Booth sarebbe stato arrestato unicamente per una foto in cui posa con un fucile a pompa in Florida, segnalata da qualcuno come “sospetta”:
UK. La deriva poliziesca, incapace di tutelare i propri cittadini dalla violenza di illegali o di nuovi cittadini che tutto vogliono tranne integrarsi, capace di non vedere migliaia di stupri ai danni di giovani donne, spesso vulnerabili, commessi da chi sappiamo, ma inflessibile con chi posta contenuti ritenuti pericolosi.
Abbiamo già assistito ad arresti per creatori di meme o post scritti in un impeto di rabbia, magari dopo l’uccisione, squartamento, di tre ragazzine a Southport, ma con questo episodio si raggiungono vette inesplorate
Jon Richelieu-Booth, un consulente IT di 50 anni originario dello Yorkshire, è stato arrestato dalla polizia dopo aver pubblicato una foto su LinkedIn il 13 agosto 2025. Nella immagine, scattata durante una vacanza in Florida (USA), appare mentre posa con un fucile da caccia (un fucile a pompa), tenendo un bersaglio giallo in mano.
Tutto questo non è assolutamente illegale negli Stati Uniti e non lo è nemmeno nel Regno Unito, ma la foto è stata segnalata da qualcuno come “preoccupante”.
Quindi, al suo rientro, è stato arrestato e dopo mesi di processo tutte le accuse sono state ritirate. Non è tanto la condanna, in un mondo normale impossibile ma nel Regno Unito di Starmer assolutamente possibile, ma di doversi difendere da simili accuse, la gogna, i danni subiti dalla sua professione.
C’è una polizia assolutamente incapace, totalmente inadeguata nella difesa dei comuni cittadini, ma zelante nel perseguire chi ritengono pericoloso. Chi ritengono loro.

La vera denuncia nei confronti di Richelieu-Booth
L’immagine che viene condivisa come prova della narrazione è lo screenshot di un articolo del Telegraph del 28 novembre 2025, dal titolo “IT consultant arrested after posing with gun on LinkedIn”.

Secondo quanto riportato realmente dal Telegraph, la West Yorkshire Police aveva chiarito che l’arresto era avvenuto a seguito di una denuncia per stalking con “serio allarme o angoscia”. La denuncia includeva anche post sui social, “diversi dei quali mostravano un uomo con varie armi da fuoco”, interpretati dalla persona che si sentiva vittima come una minaccia nei suoi confronti.
La polizia ha quindi avviato un’indagine e sequestrato i dispositivi elettronici dell’uomo. Il procedimento non è dunque nato da una generica segnalazione di una foto ritenuta “preoccupante”, ma da una denuncia formale in cui quella foto era uno degli elementi del presunto comportamento minaccioso.
Richelieu-Booth venne accusato di aver mostrato “una scritta, segno o rappresentazione visibile con l’intento di causare molestia, allarme o disagio”, ossia un reato di ordine pubblico. Di fatto, il capo d’imputazione non citava alcuna violazione sulla foto né riferimenti al semplice fatto di posare con delle armi negli Stati Uniti.
Successivamente, la Crown Prosecution Service ha deciso di non procedere e ha archiviato il caso. Di conseguenza, Richelieu-Booth ha annunciato di voler presentare un reclamo formale contro la polizia e di chiedere un risarcimento per i 13 settimane di difficoltà professionali e personali subite durante l’indagine.
Conclusioni
La versione del racconto diffusa sui social risulta fuorviante. L’arresto di Jon Richelieu-Booth non è avvenuto “solo per una foto con un fucile”, ma nell’ambito di una denuncia per stalking in cui quella foto, insieme ad altri contenuti, era stata interpretata come minacciosa da parte del denunciante. Le autorità britanniche confermano che vi era un’indagine formale, conclusa poi con l’archiviazione.
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