La voce di un uomo in piena notte e la lesione al collo: tutti i dubbi sulla morte di Diana Canevarolo

Il tetto della sua abitazione era irraggiungibile dall’interno. E la finestra di casa era chiusa quando Diana Canevarolo è stata rinvenuta, riversa nel suo sangue, nei pressi del patio del condominio dove viveva con marito e figlio a Torri di Quartesolo, in provincia di Vicenza. A sei giorni dal decesso, avvenuto dopo due giorni di cure disperate in ospedale, gli inquirenti sono sempre più convinti che non si sia trattato di un incidente, bensì di omicidio. Il fascicolo per ora è stato aperto contro ignoti. Anche perché, per ricostruire il puzzle, mancano tre elementi fondamentali. Ovvero la possibile arma del delitto, non rinvenuta nemmeno nelle vicinanze della casa, il movente e l’assassino.
La lesione al collo e gli indizi
A dare l’allarme, intorno alle 5 di mattina di giovedì 4 dicembre, erano stati il compagno e il figlio della donna. Entrambi nelle ore successive erano stati sentiti dalla procura. Se fino a quel momento l’ipotesi più probabile sembrava ancora quella della fatalità, a svoltare la direzione delle indagini è stata l’autopsia. Durante l’esame, il medico legale ha infatti rinvenuto un grande trauma nella zona posteriore sinistra della testa. E, soprattutto, una lesione al collo incompatibile con la semplice caduta. L’unico indizio, tutto da verificare, è la «voce di un uomo» che un vicino avrebbe sentito intorno alle 3 di notte.
Le indagini e la certezza del figlio: «È stata uccisa, forse dei ladri»
A sostenere l’ipotesi dell’omicidio sono anche il compagno, Vincenzo Arena, e il figlio 18enne Nicolò, «Non sappiamo cosa sia successo e la polizia non ci dice nulla», ha detto il giovane a Ore 14, su Rai 2. «L’unica pista è quella dei ladri che mia mamma aveva visto qualche tempo fa nel cortile e che poi erano scappati. Ma non sappiamo chi siano. Il tipo di ferita è troppo strano per essere ricondotto a una caduta». Intanto le forze dell’ordine indagano a 360 gradi. In queste ore gli investigatori stanno analizzando i cellulari della vittima, del compagno e del figlio della coppia per verificare se ci siano indizi di qualunque genere. Saranno poi passate in rassegna anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza di una villetta accanto al condominio.
