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Influenza K, aumentano i casi anche in Italia: come si riconosce e dove si sta diffondendo

12 Dicembre 2025 - 16:31 Alba Romano
influenza k italia
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L'infettivologo Gianni Rezza: «È cambiato il virus dominante. Ora una larga parte della popolazione è più suscettibile all'infezione»

C’è un nuovo ceppo di influenza di cui si tema un aumento di casi in Italia nei prossimi mesi. Si tratta di un sottotipo del virus A/H3N2, comunemente noto come K. «Le stagioni influenzali variano un po’ ogni anno nella loro insorgenza, intensità, gravità e durata. Molti fattori contribuiscono a questa variabilità: temperatura, precipitazioni, umidità, sottotipi di virus circolanti, immunità della popolazione, anche i viaggi nazionali e internazionali»», si legge nell’analisi pubblicata su Eurosurveillance, la rivista dello European Centre for Disease Prevention and Control.

Come cambia la stagione influenzale

La novità maggiore della stagione in corso è che dopo anni in cui è stato prevalente il virus influenzale A/H1N1, quest’anno sembra che a dominare sia quello A/H3N2, di cui si è diffuso un nuovo ceppo (detto K). «Attenzione: non è un nuovo virus: è una normale mutazione come quelle che avvengono ogni anno nei virus influenzali stagionali e non significa che il virus sia più aggressivo o abbia sintomi diversi», avverte Gianni Rezza, professore di Igiene all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. In ogni caso, niente allarmismi: «Quella che stiamo vedendo finora è una stagione influenzale normale. Naturalmente, ciò non vuol dire che rimarrà così».

Le previsioni degli infettivologi

Secondo gli esperti, il cambio di virus dominante potrebbe avere effetti sull’andamento della stagione. «Fare previsioni è impossibile. Dobbiamo però mettere in conto che, dal momento che H3N2 negli anni scorsi è circolato poco, una larga parte della popolazione – soprattutto i bambini – è suscettibile all’infezione. Questo potrebbe far crescere i contagi e far aumentare la pressione sugli ospedali, che è fondamentale evitare», spiega Rezza.

Il vaccino funziona anche contro il nuovo ceppo?

E cosa cambia, invece, per chi ha fatto il vaccino antinfluenzale? Il vaccino, spiega l’infettivologo, è progettato per proteggere sia dal virus A/H1N1, sia da quello A/H3N2, sia da quello di tipo B. «Tuttavia», precisa Rezza, «l’emergere del nuovo ceppo K di H3N2 ne potrebbe ridurre l’efficacia. È probabile che abbia meno capacità di evitare la malattia, ma che funzioni comunque bene in termini di protezione dalle forme più severe».

Quanti sono i casi in Italia

Secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, 695 mila italiani sono stati messi a letto negli ultimi sette giorni da infezioni respiratorie acute, circa 100 mila in più rispetto alla settimana precedente. Ancora una volta la fascia di età più interessata è quella dei bambini al di sotto dei 4 anni, con un’incidenza tripla (38 su 1.000) rispetto alla popolazione generale. Per quanto riguarda le differenze territoriali, invece, le regioni che registrano più infezioni sono Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Sardegna.

Foto copertina: Dreamstime/Tero Vesalainen

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