Dall’Ue ok agli asset russi congelati a tempo indeterminato: le condizioni dell’Italia. Mosca: «Cessate il fuoco se si ritirano dal Donbass»

«Non credo che saremo completamente soddisfatti» dal nuovo piano per la fine della guerra dopo le consultazioni tra Usa, Ucraina ed Europa. Così il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov stronca le speranze di poter raggiungere un accordo tra Mosca e Kiev per porre fine al conflitto. «Non abbiamo visto alcuna versione modificata dei piani americani. Quando la vedremo, potremmo non gradire molte cose», ha detto. «Prima o poi, i contatti attivi con gli americani riprenderanno, perché ciò che gli americani stanno attualmente coordinando con europei e ucraini deve prima o poi esserci mostrato, il che naturalmente provocherà la nostra risposta appropriata», ha spiegato. Per Mosca, un cessate il fuoco in Ucraina potrebbe iniziare solo dopo che le forze armate di Kiev avranno lasciato il Donbass. E sull’ipotesi referendum per l’area, il Cremlino taglia corto: «È territorio russo».
Foto copertina: EPA/Olivier Hoslet | Una protesta pro-Ucraina fuori dal Consiglio europeo dei ministri dell’Economia (Ecofin) a Bruxelles, nel giorno del voto sugli asset russi, 12 dicembre 2025
Palazzo Chigi: «Si trovino nuove opzioni per finanziare l'Ucraina»
La decisione odierna, oltre a non pregiudicare in alcun caso la decisione sull’eventuale utilizzo dei beni immobilizzati russi, non costituisce in alcun modo un precedente per il passaggio da decisioni all’unanimità alla maggioranza qualificata. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi precisando quanto specificato dall’Italia in una dichiarazione aggiuntiva dopo aver deciso di non far mancare il proprio sostegno al Regolamento che intende stabilizzare l’immobilizzazione dei beni russi.
In vista del Consiglio europeo di dicembre – spiegano le stesse fonti – e con uno spirito pienamente costruttivo, l’Italia ha quindi invitato la Commissione e il Consiglio a continuare a esplorare e discutere opzioni alternative per rispondere alle esigenze finanziarie dell’Ucraina, basandosi su un prestito Ue e su soluzioni ponte, per garantire la continuità del sostegno prima che la soluzione individuata possa effettivamente entrare in vigore.
L'Italia e altri 3 Paesi Ue: «Il blocco degli asset non ne determina l'uso»
«In uno spirito di cooperazione», Belgio, Bulgaria, Italia e Malta hanno votato “sì” al blocco indeterminato degli asset russi, «ma precisano che tale voto non pregiudica in alcun caso la decisione sull’eventuale utilizzo dei beni russi immobilizzati che deve essere presa a livello dei leader e che non costituisce un precedente per il settore della politica estera e di sicurezza comune». Così recita, a quanto apprende l’ANSA, uno dei passaggi della dichiarazione che i quattro Paesi membri hanno allegato al verbale della procedura scritta sul voto per il congelamento indeterminato dei beni russi. Il voto si è tenuto a maggioranza qualificata.
Via libera dell'Ue al congelamento degli asset russi
Via libera dell’Ue al congelamento indeterminato degli asset russi. L’approvazione, giunta attraverso la cosiddetta procedura scritta, è arrivato con 25 Paesi che hanno votato a favore e due contrari. Il premier belga Bart De Wever, uno dei più scettici sulla questione, ha affermato che utilizzare i beni russi congelati per finanziare l’Ucraina sarà «un’impresa ardua», ma possibile se gli alleati europei agiscono in modo coordinato. Lo ha detto ai giornalisti dopo l’incontro bilaterale a Downing Street col premier britannico Keir Starmer.
Mattarella: «Minacciare arma nucleare è crimine contro l'umanità»
«Il controllo della corsa agli armamenti, in particolare di armi di distruzione definitiva, come quelle nucleari, aveva conosciuto risultati significativi. Nel contesto attuale, si rende necessario ribadire con forza che l’uso o anche la sola concreta minaccia di introdurre nei conflitti armamenti nucleari appare un crimine contro l’umanità». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la cerimonia dello scambio degli auguri di fine anno con il corpo diplomatico.
Kiev smentisce Le Monde: «Nessun ok sull'ipotesi di zona cuscinetto nel Donbass»
L’ufficio del presidente dell’Ucraina definisce «errate» le interpretazioni di Le Monde secondo cui Kiev sarebbe disposta ad accettare la creazione di una cosiddetta «zona cuscinetto» nel Donbass. «Se l’Ucraina sia d’accordo o meno può essere deciso solo al più alto livello politico o dal popolo ucraino», ha detto Dmitry Lytvyn, consigliere del presidente ucraino, riferendosi ad alcune analisi del consigliere Mykhailo Podolyak riportate da Le Monde. Podolyak, ha aggiunto Lytvyn, ha parlato non del consenso di Kiev, ma del fatto che in teoria si potrebbero discutere vari modelli di sicurezza, ma tutto dipende dai dettagli.
Colpite infrastrutture energetiche a Odessa
L’esercito russo ha colpito nuove infrastrutture energetiche ucraine durante la notte. Lo hanno riferito Oleh Kiper, capo dell’amministrazione militare dell’oblast di Odessa, e Serhi Lyssak, capo dell’amministrazione militare della città di Odessa. «In alcune parti della città, la fornitura di elettricità resta interrotta. I tecnici elettrici stanno già lavorando per ripristinarla», ha dichiarato Lyssak su Telegram. Più in generale, diverse località sono attualmente prive di elettricità, ma le riparazioni sono in corso.
