Ucraina, Trump: «Mai così vicini alla pace». La chiamata a Putin e i leader europei che chiedono una forza multinazionale per Kiev – La diretta

È con l’ottimismo dell’inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, che si apre il secondo giorno di colloqui a Berlino sul piano di pace in Ucraina. «Molti progressi sono stati fatti e ci incontreremo di nuovo questa mattina», ha scritto Witkoff su X, dopo l’incontro con Volodymyr Zelensky. I colloqui proseguono oggi: il presidente ucraino vedrà a pranzo l’omologo tedesco Steinmeier. Questa sera è previsto il vertice tra i leader Ue a cui parteciperà anche Giorgia Meloni.
Foto copertina: EPA/Clemens Bilan | Volodymyr Zelensky e Friedrich Merz in conferenza stampa
Trump sente Putin
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato di aver avuto colloqui «molto lunghi e molto buoni» con l’ucraino Volodymyr Zelenskyj e con i leader della NATO e dei Paesi europei. «Stiamo cercando di farcela e credo che ora siamo più vicini», ha detto Trump ai giornalisti nello Studio Ovale quando gli è stato chiesto dei colloqui degli ultimi giorni tra funzionari statunitensi, Zelensky e gli europei a Berlino. «Abbiamo avuto numerose conversazioni con il Presidente russo Putin e penso che ora siamo piu’ vicini che mai e vedremo cosa possiamo fare». Alla domanda se avesse parlato di recente direttamente con Vladimir Putin, Trump ha risposto «Sì, l’ho fatto», ma non ha fornito dettagli.
Trump: «Ottimo colloquio con i leader europei, mai così vicini alla pace»
«Un’ora fa abbiamo avuto un ottimo colloquio con i leader europei riguardo alla guerra tra Russia e Ucraina. Abbiamo avuto una discussione molto positiva, le cose sembrano andare bene. Penso che siamo più vicini adesso di quanto non lo siamo mai stati». A dichiararlo, nello Studio Ovale, è stato il presidente americano Donald Trump. «Stiamo ricevendo un enorme sostegno dai leader europei, anche loro vogliono che finisca», ha aggiunto. «In questo momento, anche la Russia vuole che finisca. Il problema è che tutti vogliono che finisca e poi all’improvviso non lo vogliono più. Dobbiamo metterli d’accordo, ma penso che stia funzionando… è stata una conversazione molto positiva».
Europa e Usa impegnate per una forza multinazionale in Ucraina
«I leader europei e degli Usa si sono impegnati a collaborare per fornire solide garanzie di sicurezza e misure di sostegno alla ripresa economica per l’Ucraina nel contesto di un accordo sulla fine della guerra». Lo si legge in una dichiarazione dei leader europei riuniti al summit di Berlino. Questo, fra l’altro, viene spiegato, includerebbe l’impegno a «fornire un supporto continuo e significativo all’Ucraina per rafforzare le sue forze armate, che dovrebbero rimanere al livello di 800.000 effettivi in tempo di pace» e una «forza multinazionale Ucraina a guida europea, composta dai contributi delle nazioni disponibili nell’ambito della coalizione dei Volenterosi e sostenuta dagli Stati Uniti». Nonché «un meccanismo di monitoraggio e verifica del cessate il fuoco guidato dagli Stati Uniti con la partecipazione internazionale per fornire un allarme tempestivo di qualsiasi futuro attacco».
Meloni: «Mi aspetto passi in avanti»
«Mi aspetto passi in avanti». Così la premier Giorgia Meloni arrivando alla cancelleria federale tedesca per il summit sull’Ucraina a Berlino.
Witkoff e Kushner stasera ai colloqui degli europei
Gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner si uniranno stasera ai colloqui degli europei. Lo ha annunciato ufficialmente in cancelleria il Kanzler Friedrich Merz, nella conferenza stampa con Volodymyr Zelensky
Zelensky: «Su territori posizioni ancora diverse»
«È chiaro che non tutte le questioni sono facili. Alcune sono molto difficili, come quella territoriale. È importante che tutti lavoriamo per affrontarle in modo leale. Ci sono posizioni ancora diverse, lo dico in modo franco, ma tutti sono disposti a lavorare in modo costruttivo per trovare soluzioni». Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in cancelleria a Berlino con Friedrich Merz. E proprio quest’ultimo ha precisato che gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner si uniranno stasera ai colloqui degli europei.
«Staserà Zelensky chiamerà Trump»
«Stasera la cena con Zelensky includerà discussioni sui prossimi passi, chiamerà anche Trump». Lo hanno riferito alti dirigenti Usa in una call cui ha partecipato anche l’Ansa in merito ai colloqui di Berlino sull’Ucraina.
Usa: «Il 90% delle questioni tra Russia e Ucraina sono state risolte»
Il 90% delle questioni è stato risolto tra Russia e Ucraina. Lo hanno riferito alti dirigenti Usa in una call cui ha partecipato anche l’Ansa in merito ai colloqui di Berlino sull’Ucraina. La bozza di accordo attuale, inoltre, includerebbe «garanzie di sicurezza molto forti» a livello Nato e sarebbero simili a quelle gara all’articolo 5 della Nato.
Usa: «A Berlino incontro molto positivo»
«Un incontro molto positivo su molte questioni»: lo hanno riferito alti dirigenti Usa in una call cui ha partecipato anche l’Ansa in merito ai colloqui di Berlino sull’Ucraina. «Il lavoro dei nostri colleghi, della Germania, della Francia, della Gran Bretagna, è stato straordinario», hanno detto.
Ci sono ancora alcune cose da discutere e sono state delegate a gruppi di lavoro: lo hanno riferito alti dirigenti Usa in una call cui ha partecipato anche l’ANSA in merito ai colloqui di Berlino sull’Ucraina. «Speriamo di essere sulla strada della pace», hanno aggiunto.
La precisione della portavoce di Umerov
La portavoce di Umerov Diana Davityan, rispondendo a RBC-Ucraina, precisa che il capo negoziatore ucraino nel suo post su X intendeva che un accordo può essere raggiunto «alla fine» e non letteralmente «entro la fine di oggi». Umerov aveva precedentemente twittato che l’Ucraina e gli Stati Uniti avrebbero potuto raggiungere un accordo entro la fine della giornata.
Umerovi ottimista: «Speriamo in un accordo entro stasera»
«Negli ultimi due giorni i negoziati tra Ucraina e Usa sono stati costruttivi e produttivi, con progressi concreti. Ci auguriamo di raggiungere un accordo che ci avvicini alla pace entro la fine della giornata». Lo scrive su X il capo negoziatore ucraino Rustem Umerov invitando a «non lasciarsi ingannare da voci e provocazioni” che circolano “sui media con speculazioni anonime».
Over the past two days, Ukrainian-US negotiations have been constructive and productive, with real progress achieved. We hope we will reach an agreement that will bring us closer to peace by the end of the day.
There is a lot of noise and anonymous speculation in the media right…— Rustem Umerov (@rustem_umerov) December 15, 2025
Zelensky al presidente tedesco: «Importante garantire sovranità e integrità dell'Ucraina»
«È importante garantire la sovranità, l’integrità territoriale e la protezione degli interessi nazionali dell’Ucraina. Sono grato che la Germania sostenga questa posizione in linea di principio». Lo scrive sui social il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo l’incontro con il presidente federale tedesco Frank-Walter Steinmeier, seguito ai negoziati con gli emissari Usa Steve Witkoff e Jared Kushner. «Ho informato il presidente del lavoro con gli Stati Uniti per una pace dignitosa, garanzie di sicurezza affidabili e ripresa economica», aggiunge il leader ucraino
Commissione Ue: «Fondi per Kiev da assett russi o dal debito»
«Ci sono e ci saranno intensi negoziati in questi giorni. Noi riaffermiamo la nostra posizione. Ci sono due soluzioni per finanziare l’Ucraina. Una di queste soluzioni è il prestito congiunto a fronte di un margine di bilancio, l’altra si basa sui beni russi immobilizzati nella giurisdizione dell’Ue e, a sostegno di ciò, abbiamo presentato sei atti giuridici per accelerare le procedure». Lo ha detto Olof Gill, portavoce della Commissione, rispondendo a chi gli chiedeva del documento, firmato da Italia, Malta, Bulgaria e Belgio, in cui si chiede all’esecutivo Ue di trovare soluzioni alternative al di là dell’uso degli asset russi.
Witkoff e Kushner invitati alla cena con i leader europei
Il portavoce del governo tedesco afferma che i rappresentanti degli Stati Uniti Steve Witkoff e Jared Kushner sono stati invitati ai colloqui di questa sera tra Volodymyr Zelensky e alcuni leader europei a Berlino.
Peskov: «Non adesione di Kiev alla Nato è pietra angolare dei negoziati»
Stando all’Afp, i negoziatori americani non alleviano la pressione su Kiev: «Continuano a chiedere all’Ucraina di abbandonare la regione del Donbass».
Cremlino: «Putin vuole accordo di pace, non tregua»
Il presidente russo è aperto a un accordo di pace complessivo, ma si oppone a tregue temporanee. Lo ha affermato il suo portavoce, Dmitry Peskov, citato dalla Tass, dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva proposto nei colloqui con gli Usa un congelamento del conflitto sulle linee attuali.
Per la Russia il non accesso dell’Ucraina alla Nato è la «pietra angolare» dei negoziati di pace e richiede precise garanzie legali. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dai media russi. La questione «richiede una speciale considerazione, sullo sfondo di altre questioni», ha commentato Peskov. Putin, ha detto il suo portavoce, «è aperto alla pace, alla vera pace e a decisioni serie». Il presidente russo, ha aggiunto Peskov, «è decisamente non aperto a qualsiasi trucco che punti a mettere in stallo il processo e a creare tregue artificiali e temporanee».
Wsj: «Usa non disposti a compromessi su piano pace»
I colloqui a Berlino tra ucraini e americani sono difficili, la parte americana sembra non essere disposta a scendere a compromessi sulla sua bozza di accordo di pace. Lo scrive il Wsj dopo il primo round di ieri che proseguirà anche oggi. “I negoziati tra l’Ucraina e i suoi partner occidentali si sono trasformati in un tira e molla, anche senza la partecipazione della Russia al tavolo delle trattative”, spiegano fonti al Wsj. Washington spinge per soluzioni rapide, mentre Zelensky e gli europei sostengono che restano differenze significative sia sul ritiro da Donbass sia sulla chiara definizione delle garanzie.
Kalas: «Se Putin ottiene Donbass, cade la fortezza»
«Dobbiamo capire che il Donbass non è l’obiettivo finale di Putin. Se conquista il Donbass, la fortezza cadrà e allora procederanno sicuramente alla conquista dell’intera Ucraina. E, come sapete, se l’Ucraina cade, anche altre regioni saranno in pericolo. Lo sappiamo dalla storia e dovremmo imparare dalla storia». Lo ha detto l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas arrivando al Consiglio Esteri. «Se l’ingresso nella Nato è fuori discussione, allora dobbiamo vedere quali sono le garanzie di sicurezza concrete. Non possono essere documenti o promesse. Devono essere truppe reali, capacità reali, in modo che l’Ucraina sia in grado di difendersi».
