Palazzo Chigi sull’attacco Usa in Venezuela: «L’azione militare non è la strada, ma difesa legittima»

«Il governo reputa che l’azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari, ma considera al contempo legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza». È riassunta in queste poche righe la posizione del governo italiano nei confronti dell’attacco militare lanciato dagli Stati Uniti contro il Venezuela di Nicolas Maduro. In una nota ufficiale di Palazzo Chigi, si precisa come la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani stiano seguendo in tempo reale l’evolversi dei fatti, con particolare attenzione, si legge, «alla situazione della comunità italiana in Venezuela», composta da circa 160mila persone.
La linea del governo italiano
La linea del governo, insomma, è piuttosto morbida con l’amministrazione di Donald Trump, a cui si rimprovera solo timidamente l’uso della forza militare ma le cui azioni vengono considerate «un intervento di natura difensiva» dal regime venezuelano, accusato di alimentare e favorire il narcotraffico. «L’Italia ha sempre sostenuto l’aspirazione del popolo venezuelano a una transizione democratica nel Venezuela, condannando gli atti di repressione del regime di Maduro, la cui auto-proclamata vittoria elettorale l’Italia, assieme ai principali partner internazionali, non ha mai riconosciuto», ricorda la nota di Palazzo Chigi.
L’Ue: «Sosteniamo la transizione democratica»
La posizione di Roma è tutto sommato in linea con quella ufficiale dell’Unione europea, con la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, che ha usato parole simili per commentare la situazione in Venezuela. «Siamo al fianco del popolo venezuelano e sosteniamo una transizione pacifica e democratica. Qualsiasi soluzione deve rispettare il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite. Insieme all’Alta rappresentante Kaja Kallas e in coordinamento con gli Stati membri dell’Ue, ci assicuriamo che i cittadini dell’Ue nel Paese possano contare sul nostro pieno sostegno», ha scritto sui social la leader dell’esecutivo Ue.
La condanna di Parigi: «Violato il diritto internazionale»
Decisamente più netta la presa di posizione della Francia, arrivata per bocca di Jean-Noel Barrot, ministro degli Esteri. «Nessuna soluzione politica durevole può essere imposta dall’esterno». Commentando i raid americani in Venezuela e la cattura di Maduro, Barrot ha aggiunto: «L’operazione militare che ha portato alla sua cattura viola il principio di non uso della forza, che è alla base del diritto internazionale. La Francia ribadisce che nessuna soluzione politica duratura può essere imposta dall’esterno e che solo i popoli sovrani decidono del loro futuro».
Starmer prende tempo
Ha scelto di prendere tempo, invece, il premier britannico Keir Starmer, che si è limitato a precisare che il Regno Unito non è stato «in alcun modo» coinvolto nell’operazione degli Stati Uniti contro il Venezuela. Quando gli viene chiesto se condanna l’azione militare, come hanno già fatto diversi parlamentari britannici, alcuni della sinistra laburista e altri indipendenti, Starmer ha risposto così: «Voglio prima accertare i fatti. Voglio parlare con il presidente Trump. Voglio parlare con gli alleati e ha aggiunto: “Dobbiamo rispettare il diritto internazionale. Ma penso che in questa fase, con la situazione in rapida evoluzione, dobbiamo stabilire i fatti e partire da lì”.
Foto copertina: ANSA/Riccardo Antimiani | La premier Giorgia Meloni durante la Festa di Atreju a Roma
