Meloni chiama la Nobel Machado: «Senza Maduro torna la democrazia». Trump minaccia Rodriguez e rilancia: «La Groenlandia? Ci serve» – La diretta

Il dittatore venezuelano Nicolás Maduro e la moglie Cilia Flores hanno passato la prima notte in cella al Metropolitan Detention Center di Brooklyn. È il carcere federale di massima sicurezza che ha ospitato detenuti di altissimo profilo come Joaquín “El Chapo” Guzmán e Ghislaine Maxwell. Maduro dovrà rispondere di accuse legate a narcotraffico e terrorismo, dopo la cattura da parte della Delta force americana avvenuta ieri nella notte venezuelana.
Il bilancio del blitz
Il blitz americano avrebbe causato almeno 40 morti tra militari e civili venezuelani, secondo un alto funzionario di Caracas citato dal New York Times. Bilancio salito a 80 vittime, secondo il quotidiano americano che cita alcune fonti, secondo cui il numero dei morti potrebbe ulteriormente salite. Washington non ha smentito le perdite sul campo nemico, ma ha escluso caduti tra i propri soldati: «Nessun militare statunitense è rimasto ucciso», ha dichiarato Donald Trump a Fox News, confermando però alcuni feriti e un elicottero colpito ma ancora operativo. Il presidente americano ha rivendicato l’azione, aggiungendo che gli Usa sono «pronti a un nuovo attacco» e che gestiranno il Paese «fino alla transizione», aprendo alle compagnie petrolifere statunitensi. Nel mirino la Colombia, oltre che Cuba e la Groenlandia
Rodriguez presidente ad interim, Machado messa in disparte
La Corte Suprema venezuelana ha dato l’ordine alla vicepresidente Delcy Rodríguez di assumere ad interim la presidenza per garantire la continuità amministrativa, senza però dichiarare formalmente decaduto Maduro. Il governo promette «resistenza» contro quella che definisce un’aggressione alla sovranità nazionale. Intanto Maria Corina Machado, leader dell’opposizione e premio Nobel per la pace, ha salutato l’operazione come un «giorno storico», ma Trump ha raffreddato le aspettative sul suo ruolo futuro: «Valuteremo, ma non ha il sostegno necessario», lasciando intendere che sarà Washington a guidare la transizione.
La premier danese a Trump: «Basta minacce»
La premier danese Mette Frederiksen ha esortato gli Stati Uniti a «porre fine alle minacce contro un alleato storico». La presa di posizione di Copenaghen arriva dopo che Donald Trump ha ribadito che la Groenlandia «è necessaria» agli Usa per la loro sicurezza nazionale. «Devo chiarire questo punto agli Stati Uniti: è assolutamente assurdo affermare che gli Usa dovrebbero prendere il controllo della Groenlandia», ha aggiunto, parlando del territorio autonomo sotto la corona danese.
Meloni chiama Machado: «Senza Maduro torna la democrazia»
Giorgia Meloni ha avuto una conversazione al telefono con Maria Corina Machado. In una nota, Palazzo Chigi spiega che la premier ha parlato con la leader dell’opposizione venezuelana e Nobel per la pace «sulle prospettive di una transizione pacifica e democratica in Venezuela». Quella tra Meloni e Machado sarebbe stata una conversazione improntata all’ottimismo. Le due sono d’accordo sul fatto che «l’uscita di scena di Maduro apra una nuova pagina di speranza per la popolazione del Venezuela, che potrà tornare a godere dei principi base della democrazia e dello Stato di diritto».
Caracas espelle due diplomatici francesi: «Da loro dichiarazioni insolenti»
A quanto si apprende in ambito diplomatico oggi le autorità venezuelane hanno notificato all’ambasciatore della Francia nel Paese la decisione di espellere due suoi collaboratori. La misura giunge a seguito del post pubblicato ieri su X dal presidente francese Emmanuel Macron, in cui ha affermato di sostenere l’appello della leader dell’opposizione venezuelana e premio Nobel per la pace María Corina Machado per la liberazione dei prigionieri politici del regime Maduro e di offrire l’appoggio della Francia per «alzare la voce in favore di una transizione pacifica». Parole che il ministro degli Esteri venezuelano ha definito dichiarazioni «insolenti» che costituiscono «un’inammissibile intromissione negli affari interni del Paese».
Trump minaccia Rodriguez perché collabori: e punta di nuovo alla Groenlandia
Se Delcy Rodriguez «non fa quello che è giusto – dice Donald Trump in un’intervista a The Atlantic – pagherà un prezzo molto alto, probabilmente più alto di quello di Maduro». La minaccia del presidente americano arriva dopo che la vice di Maduro ha fatto intendere di non voler sottomettersi alle indicazioni di Washington. Dopo il blitz che ha portato alla cattura del dittatore venezuelano, Trump ha ribadito: «La ricostruzione e il cambio di regime, come volete chiamarli, sono meglio di quello che c’è adesso in Venezuela. Non potrebbe andare peggio».
Prossimo obiettivo in lista dell’agenda di Trump potrebbe essere la Groenlandia, più volte rivendicata dal presidente americano: «Gli Stati Uniti hanno bisogno della Groenlandia per motivi di difesa», ha spiegato Trump.
Rubio: «Rodriguez non è presidente legittima»

Il segretario di stato Marco Rubio ritiene che la presidente ad interim Delcy Rodríguez non sia «la presidente legittima del Venezuela» poiché gli Stati Uniti non ritengono legittimo il regime attualmente al potere. In una delle sue interviste tv, Rubio ha spiegato di capire che oggi in Venezuela ci sono persone «che sono quelle che possono effettivamente apportare dei cambiamenti». Ma ha precisato che questo è diverso dal riconoscere la legittimità del governo venezuelano, che deriverà da un periodo di transizione e da un’elezione
Il ministro della Difesa venezuelano: «L'esercito è con la presidenza Rodriguez»
«Le forze armate del Venezuela hanno garantito la continuità democratica e continueranno a farlo: chiamo il popolo alla pace e all’ordine e a riprendere le sue attività economiche, lavorative ed educative. La patria deve rimettersi in cammino». Lo ha detto Vladimir Padrino López, capo dell’esercito e Ministro della difesa del Venezuela. «Respingiamo il codardo sequestro del presidente costituzionale e nostro comandante in capo Nicolas Maduro – ha aggiunto Lopez – «In osservanza alla decisione della Corte Suprema riconosciamo la designazione di Delcy Rodriguez». L’esercito venezuelano ha denunciato l’assassinio «a sangue freddo» delle guardie incaricate della protezione di Nicolas Maduro, durante l’operazione che ha portato i militari americani a catturare il presidente.
