
Quo vado? e Tolo Tolo
L’apice musicale Checco Zalone lo raggiunge probabilmente in occasione dell’uscita di Quo vado?, che è anche, finora, il suo più importante successo al botteghino (65,3 milioni). La Prima Repubblica, anche questa canzone inserita in un certo punto del film in forma di videoclip, è un capolavoro di satira assoluto. Un brano di matrice Celentanesca, un inno al cliché del malaffare che ha condizionato la politica italiana degli anni ’90 e che faceva mangiare tutti «Tanto poi eran cazzi dei nostri figli», cantato con irresistibile nostalgia.
Forse il film in cui, più degli altri, il personaggio di Checco Zalone, ossessionato dal posto fisso, devia in maniera significativa da un punto di vista politico, riflettendo in maniera precisa (in un ambito naturalmente comico/drammaturgico) la deriva popolare verso destra dell’italiano medio. Una ricetta che Zalone ripropone con meno successo in Tolo Tolo, universalmente riconosciuto come il suo film meno riuscito, il primo e unico senza Gennaro Nunziante dietro la macchina da presa. Non a caso la canzone in questione, Immigrato, seppur spinta da un videoclip ad hoc, non avrà lo stesso successo.