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Strage di Crans-Montana, il padre di Niccolò Ciatti ucciso fuori da una discoteca a Lloret de Mar: «Il profitto prevale sulla vita: conosco quel dolore»

05 Gennaio 2026 - 17:05 Alba Romano
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Niccolò Ciatti è stato ucciso nell'agosto del 2017 a Lloret de Mar: «Mi è venuto subito in mente quello che è successo a mio figlio. Il tema sicurezza c'è in tutti i Paesi»

«Io e la mia famiglia ci siamo fortemente immedesimati in quello che stanno passando i familiari dei ragazzi coinvolti nel rogo di Crans-Montana. Sono casi diversi, ma mi è venuto subito in mente quello che è successo a mio figlio Niccolò». A parlare è Luigi Ciatti, padre del 22enne ucciso fuori da una discoteca di Lloret de Mar, in Spagna, nell’agosto del 2017. Anche in quell’occasione, sottolinea Ciatti, nessuno degli addetti del locale «intervenne per fermare l’aggressione» del figlio e così oggi, nel caso dell’incendio al Constellation, in cui sono morte 40 persone, tra cui cinque giovani italiani, ma che rischiava di avere un bilancio ancora più drammatico, «purtroppo la questione sicurezza, argomento che spesso sembra lontano dalla vita reale, invece è indispensabile e necessario – precisa -. È un tema che riguarda tutti i Paesi, perché evidentemente non ci sono controlli sufficienti: l’interesse per la vita dovrebbe prevalere su quello per il profitto, se così fosse tragedie come queste si potrebbero evitare».

Il lutto cittadino a Scandicci (Firenze)

A Scandicci (Firenze), dove la famiglia Ciatti vive, la sindaca Claudia Sereni ha proclamato una giornata di lutto cittadino per venerdì 9 gennaio, in occasione della giornata di lutto nazionale indetto dalla Confederazione elvetica, in segno di cordoglio per le giovani vittime.

Per esprimere la vicinanza dell’amministrazione e della città alle famiglie e agli amici dei ragazzi morti, la bandiera del Comune sarà a mezz’asta e listata a lutto, inoltre negli uffici sarà osservato un minuto di silenzio, a cui sono invitate ad aderire anche scuole e attività commerciali.

La sindaca: «Le vittime di Crans-Montana sono i figli di tutti noi»

«Le vittime di Crans-Montana sono i figli di tutti noi – afferma la prima cittadina – per questo abbiamo deciso di proclamare il lutto cittadino. La comunità di Scandicci si unisce a questo dolore con particolare consapevolezza e partecipazione, perché sa cosa significa perdere un suo figlio nel fiore degli anni e porta una ferita indelebile» ovvero «la perdita di Niccolò Ciatti, giovane scandiccese, la cui vita è stata spezzata a causa della mancanza di sicurezza nei luoghi del divertimento». 

Foto copertina: ANSA/ BENOIT GIROD | Fiori, candele e messaggi di fronte al bar Le Constellation di Crans-Montana in Svizzera, teatro della strage di Capodanno, 2 gennaio 2026

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