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A Crans Montana potevano morire più ragazzi: «I titolari del Costellation volevano allargarsi». Il soffitto con la schiuma isolante? «Mai autorizzato»

05 Gennaio 2026 - 14:25 Giovanni Ruggiero
crans montana
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L'inchiesta della Radiotelevisione svizzera che rilancia nuove pesanti accuse nei confronti di Jacques e Jessica Moretti. I due sono indagati per omicidio colposo, ma per gli inquirenti svizzeri non ci sono motivi per arrestarli. I 40 morti nell'incendio di Capodanno e l'ipotesi che quella sera potevano perdere la vita molte più persone

La strage di Capodanno al Constellation di Crans-Montana, nel Vallese, in cui sono morte 40 persone rischiava di avere un bilancio ancora più drammatico. Stando all’inchiesta della Radiotelevisione svizzera Romanda RTS, i due gestori del locale Jacques e Jessica Moretti, indagati a piede libero per omicidio colposo, avevano ottenuto il via libera per lavori di espansione che avrebbero modificato proprio le vie di fuga. Il progetto prevedeva l’ingrandimento della veranda coperta e, particolare inquietante, l’eliminazione di una porta laterale: quella stessa uscita che ha permesso ad alcuni ragazzi di salvarsi dall’inferno quella notte di San Silvestro.

Il progetto presentato un mese prima della tragedia

Secondo la trasmissione della RTS Mise au Point, la domanda di autorizzazione edilizia porta la data del 19 dicembre 2025, appena un mese prima del rogo. L’obiettivo dichiarato era chiaro: «ampliare la veranda coperta al fine di accogliere ancora più clienti». I lavori erano programmati per il 2026 e avrebbero incluso la rimozione di un’uscita laterale della veranda. Gli esperti svizzeri sottolineano come tali modifiche, se realizzate, avrebbero reso le conseguenze dell’incendio potenzialmente ancora più catastrofiche per i giovani intrappolati nel locale.

Porte irregolari e vie di fuga sbagliate

L’analisi dei planimetrie allegati alla richiesta di autorizzazione solleva ulteriori interrogativi. Come evidenzia la RTS, nei vecchi piani dell’edificio sono visibili anomalie preoccupanti: la porta interna del bar misurava 1,5 metri «con un’apertura non conforme», mentre sia questa che quella della veranda si aprivano verso l’interno anziché nella direzione di fuga come previsto dalle normative di sicurezza. Dettagli che assumono un peso drammatico alla luce di quanto accaduto quella notte, quando decine di ragazzi hanno cercato disperatamente una via d’uscita.

Il giallo dei lavori del 2015 mai autorizzati

Il nodo più spinoso riguarda però interventi ben più risalenti. La RTS pone una domanda rimasta senza risposta: i lavori di ristrutturazione eseguiti nel 2015 erano stati effettivamente autorizzati? Fu proprio durante quella ristrutturazione che venne installata la schiuma isolante, elemento che secondo gli inquirenti sarebbe stato cruciale nel propagarsi del rogo scatenato dalle candele pirotecniche. Il quotidiano zurighese Neue Zürcher Zeitung ha rivelato che non risulterebbe alcuna richiesta di autorizzazione per lavori interni nelle gazzette ufficiali, anche se esiste una domanda relativa alla facciata presentata da un cittadino svizzero proprietario dell’edificio, non dalla coppia francese che gestiva il ristorante.

Le tempistiche sospette: che cosa non torna sui lavori del 2015

La ricostruzione della RTS evidenzia discrepanze temporali significative. La domanda di costruzione del 2015 sarebbe stata depositata tre mesi dopo l’arrivo di un piccolo escavatore, mentre foto pubblicate online tra giugno e ottobre di quell’anno documentano cantieri attivi principalmente all’interno del locale: terrazza modificata, scala del seminterrato ristretta, schiuma fonoassorbente installata. I lavori si conclusero a dicembre 2015, stesso mese in cui il bar aprì dopo che il gestore aveva presentato domanda di permesso di esercizio a luglio. Domande a cui gli inquirenti dovranno fornire risposte chiare, soprattutto alle famiglie dei ragazzi che quella sera erano entrati nel locale dei Moretti solo per festeggiare, ignari di trovarsi in una trappola mortale.

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