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Gli Usa dichiarano guerra alle petroliere: sequestrata la russa Marinera vicino all’Irlanda e la Sophia nei Caraibi. I collegamenti col Venezuela

petroliera usa
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Possibili tensioni con Mosca: «Navi russe nelle vicinanze». Trump: «Caracas ci darà 50 milioni di barili di greggio». L'ira di Pechino: «Così si viola il diritto internazionale»

Dopo aver fermato la petroliera russa Marinera, vicino all’Irlanda, gli Stati Uniti sequestrano anche la petroliera Sophia nei Caraibi. Ad annunciare il secondo blocco il Comando Meridionale degli Stati Uniti. Si tratta di un’altra imbarcazione legata al Venezuela. «In un’operazione all’alba di questa mattina, il dipartimento della Difesa, in coordinamento con il dipartimento per la Sicurezza Interna, ha fermato una petroliera senza bandiera e soggetta a sanzioni, appartenente alla cosiddetta ‘flotta oscura’», si legge nel post. «La nave intercettata, la M/T Sophia, operava in acque internazionali e svolgeva attività illecite nel Mar dei Caraibi. La Guardia Costiera americana la sta scortando negli Stati Uniti», ha aggiunto il Comando americano. L’abbordaggio secondo il ministero dei Trasporti di Mosca ha violato la Convenzione dell’Onu sulle leggi del mare del 1982, pertanto è ritenuto dalla Russia illegale.

Il sequestro, dopo lungo inseguimento della Marinera

Stamane è avvenuto il sequestro della Marinera, potrebbe alimentare le tensioni con Mosca. Un’azione che arriva dopo che la petroliera è riuscita a superare un blocco marittimo da parte della Marina americana e ha respinto i tentativi della Guardia Costiera Usa di abbordarla. L’unità, che in passato ha trasportato greggio venezuelano e navigava sotto bandiera russa, è sospettata da Washington di aver violato sanzioni e trasportato petrolio iraniano. Gli Usa confermano il sequestro, precisando che l’operazione è stata guidata dal Dipartimento di Sicurezza Interna con l’appoggio dell’esercito.

Possibili tensioni con la Russia

Secondo le stesse fonti, alcune navi militari russe si trovavano nelle vicinanze al momento dell’operazione, incluso un sottomarino. Nelle scorse ore, Mosca aveva schierato alcuni mezzi della sua Marina per scortare la petroliera, che al momento non trasporta nulla ma storicamente ha trasportato petrolio greggio venezuelano e si pensa che martedì 6 gennaio si trovasse tra la Scozia e l’Islanda. Lo sviluppo aggrava il confronto tra i due Paesi sulla petroliera, nota fino a poco tempo fa come Bella 1 e da poco ribattezzata Marinera. Gli Stati Uniti la inseguono da settimane dopo che ha tentato di eludere un blocco parziale attorno al Venezuela, mentre la Russia ha adottato misure sempre più incisive per proteggerla.

«Blocco del petrolio venezuelano in vigore ovunque»

«Il blocco del petrolio venezuelano, sanzionato e illegale, è pienamente in vigore, in qualsiasi parte del mondo». Lo ha scritto su X il segretario americano alla Difesa, Pete Hegseth, rilanciando la nota del Comando europeo degli Stati Uniti che conferma il “sequestro” della petroliera Marinera.

Trump: «Il Venezuela ci darà il suo petrolio»

Nel frattempo, Donald Trump ha annunciato che il Venezuela consegnerà agli Stati Uniti tra i 30 e i 50 milioni di barili di petrolio «di alta qualità». Il greggio, ha precisato, sarà venduto a prezzo di mercato. «I proventi saranno gestiti da me, in qualità di Presidente degli Stati Uniti d’America, per garantire che siano utilizzati a beneficio del popolo del Venezuela e degli Stati Uniti!», ha spiegato su Truth Social. «Ho chiesto al Segretario all’Energia Chris Wright di attuare immediatamente questo piano. Il petrolio sarà trasportato da navi cisterna e portato direttamente ai moli di scarico negli Stati Uniti».

L’ira della Cina

Non si è fatta attendere la risposta della Cina, che compra il 90% circa del petrolio estratto ogni anno da Caracas. Il Venezuela, commenta una portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, «è uno Stato sovrano con piena e permanente sovranità sulle sue risorse naturali e sulle sue attività economiche». E le richieste degli Stati Uniti «violano il diritto internazionale, ledono la sovranità e minano i diritti del popolo venezuelano». La cooperazione tra Cina e Venezuela «è condotta tra due Stati sovrani ed è protetta dal diritto internazionale e dalle leggi pertinenti», ha aggiunto la portavoce nel briefing quotidiano con la stampa, rilevando che «i diritti e gli interessi legittimi» di Pechino nel Paese caraibico «devono essere salvaguardati».

L’operazione Maduro

Gli Stati Uniti non hanno ancora reso noto il bilancio delle vittime del blitz che ha portato all’estradizione di Nicolàs Maduro. Caracas non ha nemmeno fornito un numero delle vittime, ma l’esercito ha pubblicato un elenco di 23 nomi dei suoi caduti. Alcuni funzionari venezuelani hanno affermato che gran parte del contingente di sicurezza di Maduro è stato ucciso «a sangue freddo». Cuba ha dichiarato che 32 membri dei suoi servizi militari e di intelligence in Venezuela sono stati uccisi. La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha dichiarato una settimana di lutto per i membri dell’esercito uccisi nel raid. Maduro, 63 anni, si è dichiarato non colpevole dalle accuse di droga. Ha affermato di essere un “uomo perbene” e di essere ancora presidente del Venezuela, mentre si trovava in un tribunale di Manhattan, ammanettato alle caviglie e con indosso la divisa arancione e beige da carcerato.

Il petrolio del Venezuela

Per ora Trump sembra voler collaborare con Rodriguez e altri alti funzionari del governo rovesciato Sulla base dei recenti prezzi del petrolio venezuelano, l’accordo potrebbe valere fino a 1,9 miliardi di dollari. I funzionari statunitensi devono ancora delineare un quadro giuridico che autorizzi il petrolio venezuelano. Sebbene gli Stati Uniti abbiano accusato le petroliere venezuelane di aver violato le sanzioni statunitensi per spedire petrolio iraniano e venezuelano. Trump ha anche suggerito che gli Stati Uniti contribuiranno a ricostruire le infrastrutture petrolifere del paese. A beneficio di grandi compagnie petrolifere come Exxon Mobil e Conoco Phillips, colpite dalla nazionalizzazione del petrolio venezuelano da parte dell’ex presidente Hugo Chavez.

Il problema Cabello

L’amministrazione Trump ha avvisato il ministro degli Interni Diosdado Cabello che potrebbe essere in cima alla lista dei bersagli se non aiuta Rodríguez a soddisfare le richieste degli Stati Uniti e a mantenere l’ordine. Cabello, che controlla le forze di sicurezza accusate di diffuse violazioni dei diritti umani, è uno dei pochi fedelissimi di Maduro. Intanto si è fatto vedere per le strade del Venezuela, pattugliando con le forze di sicurezza: «Sempre leali, mai traditori. Il dubbio è tradimento!». Gli Stati Uniti stanno inoltre facendo pressione sul governo venezuelano ad interim affinché espellano i consiglieri ufficiali di Cina, Russia, Cuba e Iran.

Foto copertina: EPA/Henry Chirinos | Una petroliera a Maracaibo, in Venezuela

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