Il giudice di Maduro? «Eccellente, nonostante sia ebreo». La gaffe del Paìs e le scuse: «Una svista, non siamo antisemiti…»

Il giudice Usa chiamato a pronunciarsi sulle accuse a Nicolas Maduro? Eccellente, ha una notevole «reputazione di imparzialità, nonostante sia un membro di spicco della comunità ebraica». È l’incredibile annotazione fatta da El Paìs a proposito di Alvin Hellerstein, il magistrato di New York chiamato a presiedere il processo contro l’ormai ex presidente venezuelano catturato dagli Usa. Il noto quotidiano spagnolo aveva affidato nei giorni scorsi il compito di tracciare un profilo del giudice a un suo giornalista, Jesús Sérvulo González. Che nel pezzo consegnato e pubblicato è scivolato sulla buccia di banana dando credito a Hellerstein di una illustre carriera e ottima reputazione, appunto, «nonostante» la sua comunità religiosa d’appartenenza. Se ne sono accorti subito in molti, anche perché l’articolo è uscito online oltre che in spagnolo pure in inglese. «L’identità ebraica non è un conflitto d’interessi. Un linguaggio del genere rafforza i pregiudizi e ha conseguenze reali su come gli ebrei vengono percepiti nella vita pubblica», ha fatto notare sconcertato lo European Jewish Congress.
Le scuse (private) del Paìs
Poche ore dopo l’esplosione del caso l’articolo è stato modificato per rimuovere l’imbarazzante frase in entrambe le versioni linguistiche. Ma non è stata data alcuna comunicazione del cambiamento effettuato. Solo oggi, contattati dai colleghi di Haaretz, i vertici del giornale spagnolo si sono scusati. El Paìs è «profondamente dispiaciuto per il suo errore», ma la caratterizzazione con pregiudizi di Hellerstein è stata fatta «senza malizia», ha spiegato il capo del servizio esteri del quotidiano Guillermo Altares. «Né Jesús né El País sono antisemiti, è stato un errore e l’abbiamo corretto appena ce ne siamo accorti», ha proseguito, riconoscendo al contempo come l’antisemitismo «è un problema reale, cui El País è sensibile».
L’ondata anti-sionista in Spagna
In Spagna dopo il 7 ottobre e la guerra a Gaza l’opinione pubblica si è fatta sempre più massicciamente ostile a Israele, e il governo di Pedro Sanchez a più riprese si è scontrato duramente con quello di Benjamin Netanyahu, ponendosi in prima linea nelle battaglie per il riconoscimento dello Stato palestinese e per l’esclusione di Israele dall’Eurovision. Diffuso sentimento anti-israeliano che è pericolosamente «scollinato» verso l’antisemitismo. Nel 2024 si calcola che gli atti di antisemitismo nel Paese siano cresciuti del 321% rispetto all’anno precedente. A settembre l’ultima parte della Vuelta è stata cancellata dopo che migliaia di manifestanti si sono scontrati con la polizia nelle proteste contro la squadra ciclistica israeliana, «benedette» dallo stesso Sanchez. E la scorsa settimana la piccola comunità ebraica locale (nel 1492 l’intera popolazione ebraica, così come quella musulmana, fu espulsa dal Paese) ha gridato allo scandalo dopo che è stata pubblicato online “Barcelonaz“, progetto volto a «mappare l’economia sionista in Catalogna». Di fatto, una dettagliata mappa di scuole, negozi e aziende legate a persone israeliane o semplicemente ad ebrei nella regione. «Abbiamo già visto poche settimane fa in Australia come queste cose vanno a finire», hanno detto increduli i rappresentanti della comunità ebraica spagnola con il pensiero alla strage antisemita dello scorso 13 dicembre sulla spiaggia Bondi di Sydney.
