I funerali dei ragazzi morti a Crans-Montana. Il papà di Chiara Costanzo: «Abbiamo sete di verità, Meloni ci aiuti» – I video
Centinaia di giovani, familiari e rappresentanti delle istituzioni si sono riuniti oggi, mercoledì 7 gennaio, nelle chiese di Bologna, Roma, Milano e Lugano per dare l’ultimo saluto a cinque dei ragazzi morti nella tragedia del locale svizzero Le Constellation di Crans-Montana, avvenuta nella notte di Capodanno. «Siamo stati abbracciati da tutta Italia: abbiamo sete di verità e la volontà che simili tragedie non accadano mai più», ha dichiarato Andrea Costanzo, padre di Chiara, la sedicenne uccisa nella strage, a margine dei funerali celebrati oggi a Milano, dopo un incontro con il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. «Dobbiamo far rivivere Chiara – ha aggiunto – insieme agli altri giovani, in un mondo pieno di possibilità: aveva una grande voglia di vivere ed è stata costretta troppo presto a rinunciare ai suoi sogni. Nessun ragazzo dovrebbe essere costretto a farlo».
«Da Meloni vorrei rassicurazioni che non ci siano omissioni»
Secondo Costanzo, l’Italia ha dimostrato «un’umanità e una sensibilità davvero notevoli», ma ora «è il momento di mostrare professionalità ed efficienza e di far emergere tutta la verità». Infine, un messaggio alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, definita «umana e attenta»: «Non ho mai avuto l’occasione di stringerle la mano, ma vorrei parlarle ed essere rassicurato che non ci siano omissioni». Il padre di Chiara ha infine espresso il desiderio che lo Stato italiano si costituisca parte civile nella vicenda: «Non sono un tecnico, ma lo vorrei», ha concluso.
Il papà di Achille Barosi: «Averti è stato un privilegio»
A Milano, nella basilica di Sant’Ambrogio, si sono svolti anche i funerali di Achille Barosi. Durante la cerimonia, il padre Nicola ha affidato alle sue parole il dolore per una perdita improvvisa e devastante. «Un destino crudele mi ha strappato con estrema violenza la cosa più preziosa che avevo. Mi sento completamente smarrito e svuotato, tutto ora appare diverso», ha detto. Barosi ha ricordato come i luoghi della quotidianità non saranno più gli stessi: «Quel marciapiede, quella fermata del tram numero 1 non saranno più uguali. È un grande caos. Ma allo stesso tempo sento che insieme abbiamo scritto un libro bellissimo, di cui ricorderò ogni pagina, ogni riga e ogni parola».
Tra i ricordi più intimi, il padre ha evocato le mattine trascorse insieme: «Il momento più bello della giornata era quando, dopo la sveglia e la colazione, venivi nel nostro letto per abbracciarci e riaddormentarti per una ventina di minuti». «Da papà posso sentirmi fortunato e privilegiato – ha aggiunto – per averti visto crescere e per averti cresciuto insieme alla mamma: ci siamo arricchiti a vicenda giorno dopo giorno». Dopo la morte di Achille, ha concluso, «l’affetto e il sentimento che si sono scatenati sono stati straordinari: tutti hanno dimostrato quanto fossi apprezzato, segno che hai seminato bene. Ora devo iniziare a scrivere un libro in cui sarò tutto da solo».
A Bologna l’ultimo saluto a Giovanni Tamburi
A Bologna, invece, l’ultimo saluto a Giovanni Tamburi, il sedicenne rimasto anch’egli vittima della strage in Svizzera. Davanti alla Cattedrale di San Pietro, una folla numerosa si è raccolta prima dell’inizio dei funerali. «Mi commuove e mi fa capire quanto mio figlio fosse amato. Credo che anche lui ne sia felice, perché so che ci guarda», ha detto la madre, Carla Masiello. «Era impossibile trovare una sua foto senza sorriso, sorrideva sempre. Ho perso un pezzo della mia vita, ma devo andare avanti per gli altri figli», ha aggiunto. «Penso che il Signore abbia compiuto un miracolo: non era sfigurato, è rimasto un angelo». La donna ha spiegato di voler ora vivere il dolore del lutto, confidando però che venga fatta giustizia: «Fa paura che possano accadere tragedie simili, soprattutto in un Paese come la Svizzera, noto per il rigore delle sue regole». Masiello ha poi ringraziato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, definendola «meravigliosa»: «Mi ha chiamata, si percepiva la sua partecipazione e mi ha promesso che avrebbe ritrovato mio figlio».
Durante l’omelia, monsignor Stefano Ottani ha ricordato come «dare oggi l’ultimo saluto a Giovanni sembri incredibile, pensando alla bellezza della vita che aveva davanti». Con la comunità della chiesa di San Bartolomeo, ha aggiunto, «abbiamo ricordato la sua vivacità: faceva domande difficili, era educato e attento, sempre accompagnato dalla mamma e dalla nonna Letizia». Dall’altare è intervenuta anche una compagna di classe, Beatrice: «Non ti dimenticheremo mai. Mi manchi più di quanto riusciremo mai a spiegare a parole: da quando te ne sei andato hai lasciato un vuoto che difficilmente potrà essere colmato», ha detto tra le lacrime.
L’addio a Riccardo Minghetti a Roma
A Roma si sono svolti i funerali del 16enne Riccardo Minghetti. La cerimonia è stata celebrata nella basilica dei Santi Pietro e Paolo, dove monsignor Andrea Manto, vicario episcopale per la Pastorale, ha pronunciato un’omelia segnata dal dolore e dalla riflessione. «Di fronte a una tragedia come questa non ci sono parole: la vita ci mostra tutta la sua assurdità e imprevedibilità», ha detto monsignor Manto. «Siamo qui in una chiesa che anche Riccardo frequentava. Esprimere il nostro cordoglio a papà Massimo, a mamma Carla e alla sorella Matilde è doveroso, ma poi resta un vuoto incolmabile, una presenza che non ritorna. Eppure vince l’amore, vince il bene: questa è la certezza della fede, alla quale affidiamo la sua vita». Nel ricordo del giovane, il sacerdote ha sottolineato che «Riccardo amava lo sport, gli amici, la famiglia: era un ragazzo pieno di vita». «Non ci sono altre parole – ha concluso – se non la promessa che la morte è solo un addormentarsi per risvegliarsi nell’eternità. Da questa tragedia impariamo che la vita va vissuta ogni giorno con pienezza e responsabilità: con prudenza, ma soprattutto dando valore a ogni giorno, senza sprecarlo».
A Lugano i funerali di Sofia Prosperi
Le esequie di Sofia Prosperi, la 15enne italosvizzera studentessa dell’International School di Fino Mornasco, nel Comasco, che è una delle vittime più giovani del rogo, si sono svolte a Lugano. «Il pensiero – ha detto il vescovo di Lugano Alain de Raemy, in una chiesa gremitissima di ragazzi, molti dei quali stringevano una rosa bianca – va a tutti gli altri giovani che condividevano con lei la festa di capodanno e a tutti i giovani colpiti ogni giorno dalle bombe delle guerre, da malattie incurabili, dalla disperazione del suicidio, sulle strade, sul lavoro, divorati dalla fame nell’indifferenza generale, ai giovani della strage di Crans-Montana, a chi è rimasto ferito, a chi è rimasto traumatizzato, ai defunti, ai soccorritori, ai medici, a tutti i genitori e al caro amico di Sofia, Lorenzo (canturino, 15 anni, compagno di scuola di Sofia e tuttora ricoverato all’ospedale Niguarda con ustioni sul 40% del corpo, ndr)», ha concluso.
I funerali di Emanuele Galeppini domani a Boccadasse
Il funerale di Emanuele Galeppini si terrà invece domani, giovedì 8 gennaio, alle 11:30 nella chiesetta di Sant’Antonio, a Boccadasse, il piccolo borgo marinaro all’inizio di Corso Italia, a Genova. La notizia delle esequie, organizzate dalla società funebre del Comune di Genova, Asef, è stata autorizzata dai genitori di Emanuele. Giornalisti, cineoperatori e fotografi, come richiesto dalla famiglia, non potranno accedere alla chiesa.
Foto copertina: ANSA/MOURAD BALTI TOUATI | Funerali di Chiara Costanzo celebrati nella Basilica di Santa Maria delle Grazie a Milano, 7 gennaio 2026
