Macron si arrende ai trattori, la Francia voterà contro l’accordo Ue-Mercosur. L’Italia alza la posta: «Altre garanzie per gli agricoltori» – Il video

La Francia voterà ancora una volta contro l’accordo di libero scambio tra Ue e Mercosur, un’intesa «di un’altra epoca». Lo ha annunciato stasera Emmanuel Macron dopo che ancora nelle ultime ore gli agricoltori avevano protestato animatamente contro l’accordo di apertura dei mercati col blocco che riunisce Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. All’alba di questa mattina erano entrati coi trattori a Parigi, sfilando davanti alla Tour Eiffel. Quindi avevano letteralmente accerchiato la presidente dell’Assemblea nazionale Yaël Braun-Pivet uscita a incontrarli, gettandole contro urla e anche un liquido sugli occhi. Nonostante i «progressi incontestabili» fatti nei negoziati condotti dalla Commissione Ue, va preso atto che nel Paese c’è «un rigetto politico unanime» dell’accordo, ha detto Macron in una nota diffusa dopo aver comunicato il no di Parigi in primis a Ursula von der Leyen. Ciò non toglie, lascia intendere Macron, che l’accordo potrebbe comunque essere firmato dalla Commissione come previsto, lunedì in Paraguay. «La tappa della firma dell’accordo non rappresenta la fine della storia. Continuerò a battermi per la piena e concreta attuazione degli impegni ottenuti dalla Commissione europea e per proteggere i nostri agricoltori», ha detto Macron.
Occhi puntati sull’Italia di Meloni
In attesa della riunione Ue di venerdì, ora tutti gli occhi sono puntati sull’Italia, l’altro grande Paese che al Consiglio europeo di dicembre si era messo di traverso, facendo saltare la firma dell’accordo Ue-Mercosur. La promessa strappata alle istituzioni Ue era quella di ottenere ulteriori clausole di salvaguardia per gli agricoltori europei nell’intesa oltre che fondi aggiuntivi nel prossimo bilancio pluriennale per l’agricoltura. Risultato puntualmente riscosso negli scorsi giorni. Martedì la stessa premier Giorgia Meloni lo aveva sottolineato con orgoglio. «Accolgo con soddisfazione la decisione della Commissione Europea di modificare, come richiesto dall’Italia, la proposta di nuovo quadro finanziario pluriennale per rendere disponibili, già dal 2028, ulteriori 45 miliardi di euro per la Politica Agricola Comune». Una presa di posizione che pare preludere al sì dell’Italia all’intesa col Mercosur. Orientamento confermato ieri a Bruxelles dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Che pure ancora stasera lascia qualche margine di dubbio.
Lollobrigida vuole strappare altre concessioni all’Ue
«Ieri a Bruxelles, in rappresentanza del Governo italiano, ho assunto posizioni chiarissime a tutela del nostro sistema, perché le aziende italiane possano essere sempre più competitive e forti sui mercati. Proprio per questa ragione abbiamo chiesto e ottenuto dall’Europa garanzie economiche sulla Pac fino a qualche settimana fa impensabili: queste risorse permetteranno ai nostri agricoltori di avere il giusto sostegno per le loro attività. A fianco di questo, sul Mercosur abbiamo posto delle condizioni per migliorarlo nettamente e abbiamo ottenuto importanti risultati che lo rendono più vantaggioso», ha rivendicato in una nota Lollobrigida. «Ancora oggi, però – aggiunge il ministro – ci impegniamo a chiedere e ottenere risultati ulteriori per garantire il sistema agricolo italiano ed europeo. L’Italia aveva contribuito ad ottenere tra le altre cose l’adozione di un meccanismo di salvaguardia contro le perturbazioni che l’apertura dei mercati avrebbe potuto creare. Le autorità europee avevano fissato la soglia di entrata in azione di questo meccanismo qualora i prezzi fossero scesi dell’8%. Abbiamo chiesto ufficialmente anche nella riunione di ieri, e contiamo di ottenere che la soglia scenda al 5% così come anche il Parlamento europeo aveva indicato».
