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Dalla riforma dell’Isee al Bonus mamme fino alla Tari: quali sono le misure di sostegno alle famiglie nel 2026

12 Gennaio 2026 - 10:00 Alba Romano
famiglie-bonus-2026
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Secondo la ricognizione del Sole 24 Ore del Lunedì, nel 2026 saranno attive o potenziate 14 misure di welfare sociale per le famiglie, con una spesa pubblica stimata intorno ai 33 miliardi di euro

Nel 2026 il pacchetto di misure a sostegno delle famiglie si arricchisce di nuovi bonus, amplia la platea dei beneficiari dei congedi parentali e rafforza il “bonus mamme”. Un ruolo centrale è giocato anche dalla riforma dell’Isee, che punta a rendere più consistenti gli aiuti per i nuclei in difficoltà economica o con figli a carico. E tra i nuovi aiuti in arrivo ci sono quelli, ancora in attesa di piena attuazione, introdotto dall’ultima Legge di bilancio, come il voucher per gli studenti delle scuole paritarie e il contributo comunale per l’acquisto dei libri scolastici. Debutta inoltre, dopo un lungo iter, il bonus Tari, atteso da anni. 

Quali sono le misure a sostegno delle famiglie?

Secondo la ricognizione del Sole 24 Ore del Lunedì, nel 2026 saranno attive o potenziate 14 misure di welfare sociale per le famiglie, con una spesa pubblica stimata intorno ai 33 miliardi di euro. Si tratta prevalentemente di contributi economici che verranno erogati nel corso dei prossimi dodici mesi, in aggiunta al già consistente pacchetto fiscale e previdenziale che sostiene i bilanci familiari. Solo le detrazioni fiscali per interessi sul mutuo, spese scolastiche e universitarie, premi assicurativi, affitti per studenti fuori sede e attività sportive dei ragazzi assorbono oltre due miliardi di euro.

La riforma dell’Isee

La novità di maggiore impatto sul sistema degli aiuti è rappresentata dalla riforma dell’Isee prevista dalla legge di Bilancio 2026. Le modifiche riguardano cinque prestazioni sociali: assegno unico e universale per i figli, bonus nido e nuovi nati, assegno di inclusione e supporto per la formazione e il lavoro. Per queste misure vengono introdotti due correttivi specifici nel calcolo dell’indicatore. Il primo riguarda la franchigia sulla prima casa, che sale da 52.500 a 91.500 euro, con un ulteriore aumento fino a 120mila euro per i proprietari dell’abitazione principale residenti nelle città metropolitane. La soglia cresce inoltre di 2.500 euro per ogni figlio convivente a partire dal secondo, mentre in precedenza l’incremento scattava solo dal terzo figlio.

Il secondo intervento interessa la scala di equivalenza, cioè il coefficiente che rapporta reddito e patrimonio alla composizione del nucleo familiare. Per una coppia con due figli il valore passa da 2,46 a 2,56; con tre figli da 3,05 a 3,10; con quattro da 3,55 a 3,60; con cinque da 4,05 a 4,10. In sostanza, viene introdotta per la prima volta una maggiorazione per le famiglie con due figli e aumentata di 0,05 punti per ciascun figlio successivo. Per coprire gli effetti finanziari di questa riforma sono stati stanziati 489,42 milioni di euro aggiuntivi, destinati complessivamente alle cinque prestazioni coinvolte. Di questi, 340,78 milioni serviranno a finanziare gli importi più elevati dell’assegno unico universale, che interessa circa 5,99 milioni di nuclei familiari.

L’assegno unico

Proprio l’assegno unico continua a rappresentare la voce di spesa più rilevante per le politiche familiari. Nel 2026 il costo complessivo potrebbe superare i 20 miliardi di euro: nel 2025, secondo l’ultimo osservatorio Inps, le erogazioni dovrebbero fermarsi a 19,7 miliardi, a cui si aggiungono ora le risorse per compensare la riforma dell’Isee. Da gennaio 2026 l’importo medio dell’assegno, pari a 173 euro per figlio nel 2025, aumenterà inoltre dell’1,4% per effetto dell’adeguamento annuale al costo della vita, che riguarda anche le soglie Isee e le maggiorazioni.

Il bonus mamme

Viene rafforzato anche il “bonus mamme”, destinato alle lavoratrici con almeno due figli, che passa da 40 a 60 euro mensili grazie a uno stanziamento complessivo di 630 milioni di euro. Nel 2026 il bonus continuerà ad affiancarsi alla decontribuzione in busta paga per le lavoratrici a tempo indeterminato con tre o più figli. Resta invece incerto il destino di entrambe le misure a partire dal 2027.

Il congedo parentale e la “Carta Dedicata a te”

L’estensione da 12 a 14 anni dell’età del figlio entro cui è possibile usufruire del congedo parentale comporterà una spesa aggiuntiva di 14,3 milioni di euro nel 2026. È stato inoltre rifinanziato il programma “Carta Dedicata a te” per l’acquisto di beni alimentari, con 500 milioni di euro all’anno sia per il 2026 sia per il 2027.

Bonus Bollette e Tari

Infine, in attesa di eventuali integrazioni dal prossimo decreto Bollette, i bonus su gas ed elettricità potrebbero garantire complessivamente 2,4 miliardi di euro di aiuti alle famiglie in condizioni di disagio, sulla base dei dati Arera relativi al 2024. A questi si aggiungerà automaticamente il bonus Tari, pari al 25% della tariffa, che dovrebbe raggiungere fino a quattro milioni di nuclei familiari economicamente fragili.

Foto copertina: Evenyatamaneko | Dreamstime

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