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«Stop all’accordo Usa-Ue sui dazi»: Bruxelles valuta il rinvio del voto per rispondere alle minacce di Trump sulla Groenlandia

14 Gennaio 2026 - 20:43 Gianluca Brambilla
dazi risposta ue trump groenlandia
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Il voto della prossima settimana al Parlamento europeo potrebbe slittare. E la "maggioranza Ursula" ricompone le fratture per condannare le ripetute minaccia degli Usa: «Inaccettabili»

L’accordo sui dazi siglato da Unione europea e Stati Uniti era stato accompagnato da una promessa implicita: accontentare Donald Trump per evitare ritorsioni sul Vecchio Continente, che avrebbero finito per pesare ben più delle tariffe. Per qualche mese, le relazioni tra le due sponde dell’Atlantico sembravano davvero essersi normalizzate, convincendo alcuni detrattori che l’intesa strappata da Ursula von der Leyen non fosse poi così male. Poi però è accaduto che la Casa Bianca è tornata ancora una volta a bussare alle porte dell’Europa, questa volta minacciando di prendersi la Groenlandia. Il copione si ripete da giorni: Trump dice di voler assumere il controllo con le buone o con le cattive, la Danimarca gli risponde che l’isola non è in vendita.

L’ipotesi di rinvio del voto sui dazi

L’insistenza del presidente americano sembra irritare buona parte dei leader politici europei, al punto da riuscire a mettere d’accordo la litigiosa maggioranza Ursula su una dichiarazione congiunta in cui vengono definite «inaccettabili» le minacce di annessione della Groenlandia. Ma per mandare un messaggio chiaro a Washington, il Parlamento europeo sta pensando di colpire su uno dei dossier che più stanno a cuore al tycoon: l’accordo commerciale. L’intesa siglata lo scorso luglio da Trump e von der Leyen attende ancora il via libera definito degli eurodeputati, che ora – come rivelano diversi media europei – stanno pensando di rinviare il voto decisivo a data da destinarsi.

Il dibattito in corso a Bruxelles

Nella loro missione a Bruxelles dello scorso novembre, il segretario americano al Commercio, Howard Lutnick, e l’altro capo-negoziatore Usa, Jamieson Greer, hanno chiesto all’Ue di sbrigarsi per arrivare al più presto al via libera definitivo dell’accordo commerciale. In quell’occasione, Bruxelles si era mostrata disponibile a collaborare, ma da allora la situazione è cambiata parecchio. L’offensiva di Trump sulla Groenlandia sembra aver convinto una parte dell’esecutivo comunitario, ma soprattutto diversi esponenti del Parlamento europeo, che è necessario replicare alle minacce con una risposta tattica.

Un segnale a Washington

La strada più probabile, al momento, sembra proprio il rinvio del voto sull’accordo sui dazi. Ai Socialisti l’idea non dispiace affatto. Mentre la presidente del gruppo centrista Renew, la liberale francese Valérie Hayer, ha spiegato che «si può decidere di ritardare il voto se la situazione politica non si stabilizza e se Donald Trump continua a minacciare la nostra integrità territoriale e sovranità». Il congelamento dell’accordo, insomma, non è affatto un tabù. L’appuntamento per un primo via libera sarebbe previsto il 26 gennaio nella commissione parlamentare Commercio, ma a questo punto il calendario torna in bilico. Con ogni probabilità, un rinvio del voto farebbe andare Trump su tutte le furie, ma rappresenterebbe anche un segnale chiaro a Washington su fino a che punto l’Ue è disposta a tollerare le mire di Trump sull’Artico.

La dichiarazione congiunta dei gruppi Ue

Di certo, il dossier Groenlandia sarà tra quelli più discussi alla prossima sessione plenaria del Parlamento europeo. In vista dei lavori della prossima settimana, la Conferenza dei presidenti dei gruppi ha approvato a larga maggioranza una dichiarazione di pieno sostegno alla Groenlandia e alla Danimarca, in cui si mette nero su bianco che «qualsiasi tentativo di minare la sovranità e l’integrità territoriale» di Copenaghen e Nuuk «viola il diritto internazionale». Il testo ha ricevuto il voto favorevole di Ppe, Socialisti, Liberali e Verdi, le stesse famiglie politiche che da mesi litigano su ogni dossier, ma che sulla Groenlandia sembrano aver ritrovato l’unità.

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