Sicurezza urbana, è scontro. Piantedosi: «Pronto un pacchetto di norme, vediamo a chi interessa davvero». Il Pd presenta la sua proposta di legge

Ancora sicurezza. Un tema – ormai in cima all’agenda non più solo del centrodestra, ma anche del centrosinistra – che è tornato oggi, 14 dicembre, nell’Emiciclo della Camera dei deputati. E proprio su questo punto è tornato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervenuto per marcare una netta cesura con il centrosinistra, richiamandone le posizioni del passato. «Come può parlare di sicurezza chi oggi è favorevole agli sbarchi dei migranti irregolari? Come può parlare di sicurezza chi è contrario ai Cpr e ai rimpatri? Come può parlare di sicurezza chi si schiera con gli antagonisti delle occupazioni illegali?», ha incalzato in Aula durante il question time.
«Prima dal centrosinistra arrivavano solo giudizi ideologici»
«In questi tre anni mentre il governo rafforzava gli organici aumentava la presenza dello Stato sui territori e metteva in campo misure concrete di contrasto alla criminalità, dall’opposizione arrivavano solo giudizi ideologici sul decreto sicurezza – prosegue il ministro – Per esempio, alcuni esponenti del gruppo interrogante (il partito democratico, ndr) parlavano “di norme di inciviltà” o “di leggi liberticide” e di “cattivismo” che non danno nessuna garanzia ai cittadini».
O ancora, è l’accusa di Piantedosi, «affermavano che con questo governo anche Gandhi andrebbe in carcere. E lo dicevano mentre il Governo stanziava 1 miliardo per il rinnovo dei contratti del Comparto sicurezza – ha ricordato il ministro – e destinava ai comuni 200 milioni di euro per videosorveglianza, sicurezza urbana, contrasto alle truffe agli anziani, assunzioni della polizia locale e riqualificazione delle aree degradate».
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Il monito all’opposizione
Nell’ultimo passaggio del suo intervento, il ministro ha lanciato un monito all’opposizione: «A breve porteremo in Parlamento un pacchetto di norme. Sarà un banco di prova per capire a chi davvero interessa collaborare per la sicurezza dei cittadini». Il riferimento è al decreto sicurezza su cui il governo sta lavorando, atteso a breve in Consiglio dei ministri, che conterrà misure definite «urgenti», destinate in particolare a rafforzare la sicurezza delle forze di polizia. Come avevamo raccontato in un nostro articolo, al decreto dovrebbe seguire un disegno di legge, anch’esso in materia di sicurezza, con misure e temi sui quali le forze politiche sono tornate più volte nel corso della legislatura.
La proposta del Pd ripresentata al Senato
La sicurezza sta diventando una bandiera politica di tutti i colori partitici. Sempre oggi, 14 gennaio, il Partito democratico ha ripresentato al Senato una propria proposta di legge in materia di sicurezza, a firma dei deputati Deborah Serracchiani e Walter Verini. Al centro del dibattito è tornato in particolare il tema del porto d’armi, che dovrebbe rientrare anche nel decreto su cui sta lavorando il Viminale. Il provvedimento dell’Esecutivo prevede un inasprimento delle norme sul porto di strumenti atti a offendere, come i coltelli, limitandone possesso e acquisto ai maggiorenni.
Diversa la linea del Pd, che punta sulla prevenzione. Il senatore Filippo Sensi, che ha organizzato l’incontro, ha spiegato come quello «del possesso e dell’utilizzo delle armi da taglio da parte dei minori non sia un problema circoscrivibile, come fa certa propaganda, ai cosiddetti maranza». Un approccio che, ha aggiunto, «rischia di razzializzare il problema», mentre «il fenomeno va affrontato con politiche di formazione nelle scuole, prevenzione e non solo con la repressione». Negli ultimi mesi anche Giuseppe Conte è tornato più volte sul tema e Marianna Ricciardi, deputata del suo gruppo, ha presentato una proposta di legge per contrastare il fenomeno dei borseggiatori.
