Chiuso il bar Coa in centro a Milano, il rischio trappola mortale e l’effetto Crans-Montana sui controlli: la scala a chiocciola unica via di fuga

Le conseguenze della tragedia di Capodanno al bar Le Constellation di Crans-Montana cominciano a farsi sentire anche in Italia, con una stretta sui controlli dei locali per verificarne il rispetto delle norme di sicurezza. Dopo il sequestro della Torre Rossa a Sestriere per criticità nell’impianto antincendio e di una discoteca abusiva a Palermo priva di ogni requisito minimo di sicurezza, a chiudere questa volta è il cockatil bar Coa situato in un seminterrato di via Lecco, a Milano. Come riportano Repubblica e il Corriere della Sera, il locale, chiuso dalle autorità dopo controlli della Polizia locale e dei Carabinieri, risultava essere senza licenza e con un’unica via di fuga, una scala a chiocciola dal piano meno 1.
L’esposto e le verifiche
Secondo quanto emerso, le verifiche iniziali risalgono a settembre 2024, quando gli agenti, a seguito di un esposto, avevano ispezionato il locale in via Lecco, nel cuore della cosiddetta movida milanese. In quella occasione, e successivamente con l’intervento dei Carabinieri, era stato trovato «un centinaio di giovani a ballare in un sotterraneo, con la via d’ingresso che era anche l’unica via di fuga in caso di emergenza ed era una scala a chiocciola angusta».
L’indifferenza del locale alle «attività repressive»
Nonostante le prime segnalazioni e i provvedimenti della Procura, seguiti da un’ingiunzione del Comune a metà 2025, il locale continuava a operare. Il 7 gennaio scorso, a pochi giorni dalla tragedia di Crans-Montana in Svizzera, i giovani erano ancora nel seminterrato a ballare. Nel verbale stilato dalle autorità si legge che il titolare del locale avrebbe mostrato «una perdurante indifferenza alle attività repressive», ignorando ripetuti richiami e controlli.
