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Dazi Usa, la Germania rimpatria i soldati dalla Groenlandia: «Era già previsto». Tajani dopo la telefonata Meloni-Trump: «Può mediare l’Italia»

18 Gennaio 2026 - 17:23 Diego Messini
Soldati Groenlandia
Soldati Groenlandia
Il segretario al Tesoro Usa Bessent: «Europei deboli, l'isola ci serve per sicurezza». La replica congiunta degli 8 Paesi presi di mira

«Le minacce tariffarie minano le relazioni transatlantiche e rischiano di innescare una pericolosa spirale discendente. Continueremo a rispondere in modo unito e coordinato. Siamo impegnati a difendere la nostra sovranità». Lo affermano in una nota congiunta diffusa domenica i governo di Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Regno Unito. SI tratta degli otto Paesi europei presi di mira ieri da Donald Trump, che ha minacciato di infliggere loro dazi aggiuntivi del 10% a partire dal 1° febbraio, aumentabili al 25%, se non accetteranno di mollare la presa sulla Groenlandia, cedendola agli Stati Uniti. Nella nota congiunta i governi ricordando anche come i (piccoli) contingenti di soldati inviati negli scorsi giorni sull’isola dell’Artico fossero intesi a scopo esclusivamente difensivo: «In qualità di membri della Nato ci impegniamo a rafforzare la sicurezza dell’Artico come interesse transatlantico condiviso. L’esercitazione danese pre-coordinata “Arctic Endurance”, condotta con gli Alleati, risponde a questa necessità. Non rappresenta una minaccia per nessuno». Spiegazioni che vanno nel senso dell’appello di Giorgia Meloni, che nelle scorse ore aveva ipotizzato un fraintendimento, «un problema di interpretazione» dietro l’ultima mossa di Trump.

La Germania riporta a casa i soldati

Nella mattinata di domenica l’esercito tedesco ha riportato a casa il contingente spedito appena pochi giorni fa in Groenlandia. «Le forze armate tedesche hanno segretamente lasciato la Groenlandia, senza alcun annuncio, notifica o altra spiegazione. Il portavoce della missione sul posto non ha risposto alle domande o alle chiamate. Nessuna spiegazione è stata fornita nemmeno da Berlino», ha scritto la Bild parlando di un presunto ritiro «urgente». Poi è arrivata però la smentita del ministero della Difesa, che ha ricordato come il rientro dei soldati dopo pochi giorni fosse previsto sin dall’inizio della missione. E la testata stessa ha dovuto rettificare, ricordando come la visita era già originariamente prevista dal 15 al 17 gennaio e avrebbe dovuto essere prolungata per un tour esplorativo oggi, 18 gennaio. Tour annullato, secondo il ministero della Difesa di Berlino, a causa delle condizioni meteorologiche. 

Perché gli Usa vogliono la Groenlandia

Gli Stati Uniti d’altra parte fanno maledettamente sul serio sulla Groenlandia, e oggi lo ha ribadito ancora una volta per conto di Trump il segretario al Tesoro Scott Bessent. «Per più di 100 anni i presidenti americani hanno cercato di acquistare la Groenlandia. È essenziale per la sicurezza americana», ha spiegato Bessent, anche alla luce del fatto che «stiamo costruendo il Golden Dome», sistema satellitare di protezione militare. Insomma, «la battaglia per l’Artico è reale, anche se non sarà quest’anno» e con la Groenlandia parte degli Usa «non ci sarà conflitto» (con Russia e Cina). «Gli Stati Uniti proiettano forza, gli europei proiettano debolezza», è la lettura di Washington.

Tajani: «L’Italia può mediare tra Europa e Usa»

In questo scenario, il governo italiano si tiene lontano da polemiche e accuse e prova invece a ritagliarsi alcuna una volta un ruolo di ponte tra le due sponde dell’Atlantico. «Noi cerchiamo sempre di usare il buonsenso, perché parliamo con tutti e diciamo sempre la verità. Abbiamo lavorato bene in occasione dell’accordo sui dazi, credo che potremo lavorare bene anche in questa fase. L’importante è farsi comprendere», ha detto oggi il ministro degli Esteri Antonio Tajani. «Il presidente del Consiglio ha un dialogo con gli Stati Uniti ma anche con gli europei e credo che l’Italia, proprio per sua natura, per la sua capacità di mediazione e di saper dialogare con tutti, potrà svolgere un ruolo positivo per trovare accordi perché non c’è assolutamente bisogno né di guerre commerciali né di contrasti. Serve il dialogo e bisogna trovare il modo di trovare delle soluzioni che non penalizzino nessuno», ha sottolineato Tajani.

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