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La fidanzata di Zouhair Atif e l’omicidio dell’amico: «Tutto per una stupida foto di terza elementare»

19 Gennaio 2026 - 06:23 Alessandro D’Amato
zouahir atif abanoub youssef fidanzata foto
zouahir atif abanoub youssef fidanzata foto
«E per favore niente gossip, non sono complice», aggiunge poi. «Non inventate cazzate su di me, perché non sono mai entrata in tribunale a difendere il mio ragazzo»

La fidanzata di Zouhair Atif parla oggi per spiegare l’omicidio del suo amico Youssef. La ragazza ha messo sui social network due storie. Nella prima spiega di essere stata interrogata dalla polizia e fa appello a chi ha visto l’omicidio: chi sa scriva, esorta. «E per favore niente gossip, non sono complice», aggiunge poi. Secondo la prima ricostruzione il 18enne ha ucciso il coetaneo Abanoub Youssef per una foto che lo ritraeva insieme alla fidanzata. «Sì, sono la ragazza per cui un ragazzo ha perso la vita», ha scritto Anna in due storie su Instagram poche ore dopo l’omicidio del suo amico Aba. «Chiederei di non inventare gossip scherzando sulla morte di un ragazzo», continua.

Il movente

Zouhair Atif ha infatti indicato proprio lei come parte del movente dell’omicidio. Lo ha fatto all’istituto Einaudi Chiodo, davanti a insegnanti e studenti, dopo aver aggredito Aba con un coltello lungo 20 centimetri. Le immagini a lei inviate da Youssef Abanoub, suo compagno di scuola alle elementari, che li ritraevano insieme da bambini avrebbero fatto esplodere la furia. «Non inventate cazzate su di me, perché non sono mai entrata in tribunale a difendere il mio ragazzo, anzi non gli ho rivolto parola (come giusto che sia) sono stata sottoposta ad altro. È stato sconvolgente anche per me», scrive lei.

«Una stupida foto di terza elementare»

Nelle prossime ore la ragazza sarà interrogata per la seconda volta. «Chi ha visto parli, chi sa mi scriva, ogni testimonianza è importante». L’ultimo pensiero, prima di scomparire dai social, è per Aba. «Sono l’unica che può fare qualcosa, e combatterò fino all’ultimo per lui e la sua famiglia». Intanto però con La Stampa prova a spiegarsi: «Era solo una stupida foto di terza elementare», esordisce. Lei ora si definisce ex di Atif. Poi spiega: «Non esiste una fotografia attuale di noi due, c’è solo uno scatto di infanzia che Aba mi aveva chiesto perché voleva vedersi da piccolo, quando era appena arrivato in Italia». Avevano otto, nove anni: «Non c’era niente di male, e tra l’altro non gliel’ho nemmeno mai mandato, è rimasto tra i miei mobili di casa. Non capisco come ora possano dare la colpa a me».

Litigi inutili

E racconta: «Ho provato con tutte le mie forze a evitare litigi inutili, ho sempre fatto il massimo per calmare le acque durante i loro battibecchi, poi vedendo tutti tranquilli, insegnanti e adulti, ho pensato di essere paranoica: io tendo ad aver paura di tutto». L’ex fidanzato «aveva problemi di rabbia, credevo che essendo il suo primo amore mi volesse tutta per sé, era una gelosia che non mi sembrava pericolosa. Non riesco proprio a capire come sia possibile sia arrivato a tanto per una banalità simile». E conclude: «Spero che tutto questo non arrivi al posto di lavoro dei miei genitori. Abbiamo il terrore di uscire di casa per le varie versioni della storia».

Un selfie tra Stefania e Aba fatto con l’IA

Si parla anche di un selfie tra lei e Aba fatto con l’intelligenza artificiale. Lei parla del fidanzato: «Zouahir era un ragazzo generoso ed educato, appena c’era il cambio dell’ora ringraziava anche l’insegnante per la lezione. Ma allo stesso tempo – continua – aveva un lato misterioso: leggeva molto, amava le poesie, le storie di misteri. Quando uscivamo aveva una risposta filosofica per tutto, su come affrontare i problemi e avere gli strumenti giusti per affrontare la vita». Non ha foto di loro insieme: «Mi chiedeva di censurargli il viso. È sempre stato molto riservato, rispettoso».

I libri strani

Tra le letture, dice, c’erano libri definiti «strani. Si faceva influenzare, aveva delle ideologie strane. Ma lo stavo aiutando a cambiare in meglio e aveva fatto degli ottimi progressi. Atif aveva stima di me». Parla al passato, Stefania, come se quel ragazzo dall’aspetto gentile e riservato non esistesse più: «Non era la persona che conosco io, è stato sconvolgente, non sapevo più chi avevo davanti, avevo solo paura». E pensa ad entrambe le famiglie, «mi stringo a quella di Zouhir e di Aba, farò il possibile in sua memoria, combatterò fino all’ultimo per lui. Chi ha visto parli, chi sa mi scriva, ogni testimonianza è importante».