Trump mette gli occhi pure sulle isole Chagos (con base Usa-Uk), il Regno Unito le restituisce a Mauritius: «È una mossa stupida»

È scontro aperto tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il governo britannico guidato da Keir Starmer sull’intesa che prevede la restituzione dell’arcipelago delle Chagos a Mauritius. Un accordo che coinvolge anche l’isola di Diego Garcia, sede di una base aerea di fondamentale importanza strategica gestita congiuntamente da Regno Unito e Stati Uniti. In un post pubblicato su Truth, Trump ha bollato la decisione britannica come «una grande stupidaggine», criticando duramente la scelta di cedere il controllo del territorio. «Incredibilmente, il nostro “brillante” alleato della Nato, il Regno Unito, sta pianificando di consegnare l’isola di Diego Garcia, sede di una base militare statunitense vitale, a Mauritius, e senza alcuna ragione», ha scritto il presidente statunitense.

Nel messaggio, Trump chiama in causa ancora una volta Cina e Russia, sostenendo che «potrebbero trarre vantaggio da questa presunta debolezza». Secondo il leader Usa, si tratta di «potenze globali che rispettano solo la forza. Ed è per questo – aggiunge – che gli Stati Uniti, sotto la mia guida, sono oggi rispettati come mai prima d’ora». Il post conclude con un riferimento a quella che Trump definisce una priorità della sua agenda strategica, da giorni diventata una vera e propria ossessione e potenziale fonte di una nuova crisi diplomatica: la Groenlandia. «Questo è solo l’ennesimo esempio – afferma – di una lunga serie di ragioni legate alla sicurezza nazionale per cui la Groenlandia deve essere acquisita».
La replica del governo britannico
Tempestiva la risposta del governo britannico, che – con una nota di Downing Street – assicura sulla sicurezza della base. L’accordo, negoziato sotto l’amministrazione Biden, «garantisce il mantenimento delle operazioni della base congiunta Usa-Uk per generazioni e che gli avversari restino fuori», sottolinea il comunicato. L’intesa era stata approvata da tutti gli alleati del gruppo dei Five Eyes – Australia, Canada, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti – e, secondo Londra, non mette a rischio il controllo statunitense sulla base. Nonostante le rassicurazioni britanniche, Trump ha ribadito il suo timore di perdere il controllo strategico di Diego Garcia e ha invocato un intervento diretto americano, simile a quanto aveva proposto per la Groenlandia.
L’isola di Diego Garcia
L’isola di Diego Garcia, parte dell’arcipelago delle Chagos e sede di una base militare britannico-statunitense tra le più riservate al mondo. Si tratta di un luogo praticamente inaccessibile. Non esistono voli commerciali e raggiungerla via mare è altrettanto complesso: i permessi per le imbarcazioni – scrive Cnn – vengono rilasciati solo per le isole periferiche dell’arcipelago e unicamente per garantire un transito sicuro nell’Oceano Indiano. L’ingresso è inoltre consentito esclusivamente a chi ha legami diretti con la base militare o con l’autorità britannica che amministra il territorio. Ai giornalisti, storicamente, è sempre stato negato l’accesso. E sebbene la sovranità formale sia esercitata dal Regno Unito, la presenza e l’influenza statunitense risultano predominanti, in termini di personale e di infrastrutture.
Foto copertina: ANSA/ANDY RAIN | Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel Regno Unito, 18 settembre 2025
