La camera ardente per Valentino, dipendenti e turisti in coda per l’addio. Ad accogliere il feretro Giammetti e i “figliocci” dello stilista – Il video
È nella storica sede della maison in piazza Mignanelli a Roma che si è aperta la camera ardente per l’ultimo saluto a Valentino Garavani. Ad accogliere la bara, Giancarlo Giammetti, storico socio e compagno di vita dello stilista. In un auto, dietro al feretro, i fratelli Sean e Anthony Sax, “figliocci” di Valentino, che al loro arrivo hanno abbracciato Giammetti. Sulla bara una rosa rossa solitaria. In pochi minuti si è formata una lunga coda, fatta da dipendenti della maison, gente comune e diversi turisti.
Niente rosso Valentino, ma i suoi fiori preferiti
Sorpresa nella scelta cromatica per la camera ardente. Niente rosso Valentino, il colore che ha fatto la storia della maison, ma un candido bianco a dominare la scena. Rose bianche lungo tutto il percorso, fiore prediletto dallo stilista. Pareti chiare e un’installazione floreale sospesa che scende dal soffitto fino a sfiorare il feretro. All’interno, accanto alla bara color avorio, siedono composti Giammetti e Bruce Hoeksema, figura molto vicina a Valentino negli ultimi anni. Non mancano i due carlini dello stilista, i suoi compagni più fedeli, tenuti al guinzaglio da alcuni familiari. Una grande fotografia del maestro veglia sulla sala, mentre si avvicendano persone comuni e volti noti, molti in lacrime.

Il ricordo di chi ha lavorato con Valentino
Maria Grazia Chiuri, che ha collaborato a lungo con lo stilista e poi co-diretto la maison con Pierpaolo Piccioli dopo il suo ritiro, ha espresso la sua commozione: «Lui creava senso di comunità e di famiglia, poi era molto paterno. Quindi un grande grazie di aver potuto condividere questa parte di vita insieme. Ho molti ricordi, troppi da poter raccontare ora».
Presente anche Alessandro Michele, attuale guida creativa di Valentino. «Io penso che sia una grande perdita, un essere umano, un grande uomo, una persona straordinaria per i suoi cari soprattutto, per il suo compagno, Giancarlo, ma per tutti. Un grande esempio di passione, di amore», ha dichiarato Michele davanti alla camera ardente. Lo stilista ha poi chiarito il suo rapporto con l’eredità del maestro: «Io non ho lavorato con lui, quindi non mi arrogo nessun tipo di diritto, però tocco le sue cose, a volte attraverso le stanze dove lui ha lavorato, ed è bellissimo». E ha concluso sottolineando come, nonostante il grande dispiacere, resti «un grande esempio di vita, quindi c’è anche della grande gioia nel sapere che si può essere così incredibilmente di esempio per tante persone».
