Ora l’Europa dipende dal gas di Trump: cosa rischia l’Italia in caso di stop delle forniture

Nel 2022, anno in cui Vladimir Putin dà il via all’invasione su larga scala dell’Ucraina, l’Unione europea si è accorta per la prima volta di aver tragicamente commesso un errore: affidare la stragrande maggioranza delle importazioni di energia a un fornitore autocratico e inaffidabile, la Russia. Quattro anni più tardi, il vecchio continente si trova ad affrontare una situazione per certi versi sotto simile. Questa volta, però, c’è un’aggravante: il paese inaffidabile è il più stretto partner commerciale e alleato di lunga data, ossia gli Stati Uniti. Le ripetute minacce di Donald Trump alla Groenlandia, che hanno fatto precipitare le relazioni diplomatiche con i governi europei, hanno riacceso i timori di una nuova crisi energetica. In un momento, peraltro, in cui ancora continuano a sentirsi gli effetti della crisi precedente, che ha portato un sostanziale aumento dei prezzi del gas.
La dipendenza dell’Europa dal gas di Trump
A lanciare l’allarme è uno studio redatto da tre istituti che si occupano di energia e geopolitica: il Clingendael Institute dell’Aia, l’Ecologic Institute di Berlino e il Norwegian Institute of International Affairs. Secondo la loro analisi, la strategia di Bruxelles di sganciare l’Unione europea dalle forniture di Mosca ha fatto sì che il Vecchio Continente sviluppasse una nuova dipendenza dal gas naturale liquefatto (Gnl) degli Stati Uniti. Niente di grave, se non fosse che Washington appare sempre più propensa a usare ogni leva economica e commerciale di cui dispone come strumento per condizionare la politica estera dei propri alleati, come dimostrato in modo lampante dal caso della Groenlandia.

I dati sulle importazioni da Russia e Usa
I dati mostrano che le importazioni di Gnl statunitense nello Spazio economico europeo – un’area che include i 27 Paesi Ue, Norvegia, Liechtenstein e Islanda – sono aumentate del 61% nel 2025 rispetto all’anno precedente. Se si fa un confronto con il 2019, ultimo anno del periodo pre-covid, l’incremento è impressionante: +485%. Per un fornitore che sale, ce n’è un altro che scende. È il caso, ovviamente, della Russia di Putin, da cui l’Europa nel 2019 importava il 60% di gas tramite gasdotto. Sei anni più tardi, quella percentuale è crollata all’8%, come conseguenza del piano RePowerEU adottato dall’Unione europea.
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Il rischio di una nuova crisi energetica
Ad oggi, secondo il già citato studio, il gas statunitense rappresenta il 59% delle importazioni totali di Gnl nell’Unione europea. Una situazione che espone il Vecchio Continente a potenziali ricatti da parte di Washington. «Dobbiamo riconoscere la nuova realtà del predominio energetico americano di Donald Trump e guardare con cautela alle importazioni europee», ha messo in guardia il professor Kacper Szulecki, uno degli autori dello studio, parlando con il Guardian. E ha aggiunto: «Al momento, le riserve di gas nell’Ue sono molto basse, le più basse degli ultimi anni, e inferiori a quelle registrate all’inizio della guerra in Ucraina. Se dovessimo avere un inverno freddo e tensioni con gli Stati Uniti, che porterebbero a ulteriori aumenti dei prezzi e all’esaurimento delle riserve, potremmo assistere a una crisi energetica davvero drammatica nei prossimi mesi».
L’accordo sui dazi e il ruolo del gas
Finora, Trump non ha mai ventilato l’ipotesi di interrompere le forniture di gas all’Europa. Anzi, l’accordo sui dazi siglato la scorsa estate – e sospeso proprio oggi dal Parlamento europeo – prevedeva un drastico aumento delle importazioni da parte dei Paesi Ue. È altrettanto vero, però, che nessuno si aspettava l’annuncio di nuove tariffe contro gli alleati europei nell’ambito della disputa sulla Groenlandia. Persino dal palco di Davos, Trump è tornato a ventilare minacce: «Se gli europei diranno di sì (all’acquisto dell’isola da parte degli Usa – ndr), lo apprezzeremo molto. Se diranno di no, ce lo ricorderemo». E se la vendetta del presidente americano dovesse portare a uno stop delle forniture di gas liquefatto, l’Europa rischierebbe di trovarsi totalmente impreparata.
Foto copertina: EPA/Gian Ehrenzeller | Donald Trump speaks al World Economic Forum di Davos
