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La devastazione del ciclone Harry, la conta dei danni per milioni in Sicilia, Sardegna e Calabria. Le famiglie evacuate e le previsioni meteo – I video

22 Gennaio 2026 - 12:19 Ugo Milano
In Sicilia e Sardegna le prime stime più pesanti, secondo i presidenti Schifani e Todde. Le previsioni meteo per i prossimi giorni

Il ciclone Harry ha colpito il Sud Italia con violente mareggiate e forti temporali che hanno imperversato su Sicilia, Calabria e Sardegna devastando soprattutto le zone costiere. E nel giorno in cui il fenomeno dà segni di attenuazione comincia la conta dei danni. «Da quanto emerso da una prima valutazione siamo già nell’ordine di oltre mezzo miliardo di euro», ha detto il presidente della regione Sicilia, Renato Schifani, che per oggi – giovedì 22 gennaio – ha convocato una seduta straordinaria della giunta per deliberare lo stato di crisi di emergenza regionale e chiedere al governo la dichiarazione di emergenza nazionale. Pesante anche il bilancio dei danni per la regione Sardegna.

«Qui stiamo parlando di danni di centinaia di milioni per danni infrastrutturali e anche legati ai beni culturali e ambientali», ha detto la governatrice sarda, Alessandra Todde, durante un sopralluogo con il capo dipartimento della Protezione civile nazionale Fabio Ciciliano alla spiaggia del Poetto di Cagliari. Confcooperative Fedagripesca ha inoltre fatto una prima stima dei danni causati alla pesca professionale che, tra imbarcazioni, infrastrutture e mancati guadagni, potrebbero sfiorare i 40 milioni di euro. A pesare sono soprattutto i giorni di fermo forzato, i danni a pescherecci e attrezzature e le difficoltà nei porti.

La stima di Ciciliano

Secondo Ciciliano, che si trova a Cagliari prima di recarsi in sopralluogo nelle altre regioni martoriate dal maltempo, «in Sicilia ci sarà veramente da lavorare per rimettere a posto anche se, in realtà, sono tante le opere da mettere in campo: c’è da fare il ripristino della viabilità, delle linee ferroviarie, in alcune situazioni c’è da fare addirittura il ripristino delle superfici degli elicotteri che sono state danneggiate dagli eventi, e non ci dobbiamo dimenticare un elemento fondamentale che è legato ai porti e agli approdi delle isole minori che sono state quasi tutte danneggiate», ha detto all’Ansa il capo dipartimento della Protezione civile.

«Abbiamo la necessità di ripristinare quanto prima questo tipo di infrastrutture per consentire ovviamente il raggiungimento dei mezzi di trasporto che, da un lato portano ovviamente persone, ma dall’altro fanno attività commerciale, conferimento dei rifiuti, farmaci, carburanti e tutto quello che all’interno di un’isola piccola è necessario far arrivare dalla terraferma o dall’isola maggiore – ha aggiunto – questo diventa strategico soprattutto quindi quando devi rifinire con tempestività questi danni infrastrutturali importanti».

I danni materiali in Sicilia

Tra le coste maggiormente martoriate quella Ionica della Sicilia: lungomari crollati, casa e negozi invasi da acqua e detriti, spiagge spazzate via. La tratta ferroviaria Messina-Siracusa è ferma: il terrapieno su cui poggiano i binari a Scaletta Zanclea è stato letteralmente distrutto. In ginocchio anche la zona turistica di Taormina, con lidi spazzati dalla violenza del mare, mentre a Giardini Naxos è crollato parte del molo Schisò. Sempre nel Messinese ci sono paesi senza acqua e luce e le Eolie sono rimaste ancora isolate. Le mareggiate nel Catanese hanno distrutto case sui lungomare, come a Riposto e a Stazzo, dove i muri sono stati abbattuti. Centinaia le famiglie evacuate in via precauzionale da domenica.

A Catania il mare ha invaso le strade portando via con sé parte del lungomare della scogliera di Ognina, riversando invece sull’asfalto la sabbia della Plaia. Distrutto un ristorante storico nella spiaggetta di San Giovanni Li Cuti. Decine di famiglie sono state soccorse e fatte sloggiare per precauzione. Il sindaco Enrico Trantino parla di «fenomeno mai visto in 60 anni».

Il maltempo in Calabria e Sardegna

Anche in Calabria, a Melito Porto Salvo, la mareggiata ha fatto crollare cento metri di lungomare. In alcune zone della regione è caduta, in quattro giorni, una quantità di pioggia pari a circa la metà della precipitazione media annua, con registrazioni in alcuni casi senza precedenti. Il governatore Roberto Occhiuto sottolinea che «fortunatamente non si registrano né vittime né feriti” e annuncia che “presto inizieremo la conta dei danni».

Mentre a Olbia, in Sardegna, le spiagge maggiormente frequente d’estate, quella di Pittulongu, Lo squalo, Bados, appaiono oggi completamente cambiate. Le mareggiate hanno portato sugli arenili montagne di posidonia e le onde hanno invaso la strada. L’assessore sardo del Bilancio e vice presidente della giunta, Giuseppe Meloni, sottolinea che «è fondamentale che il governo intervenga con lo stato di emergenza e con le prime risorse per tutte le regioni interessate» dal maltempo.

Le previsioni per i prossimi giorni

«Dopo la tempesta Harry si prevede un breve periodo di calma, ma già nel fine settimana sono attese nuove perturbazioni». Lo indicano le previsioni di Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it. Nelle prossime ore, si legge nella nota, è previsto un «rapido miglioramento», con un «crollo dei venti e del moto ondoso». Per oggi si annuncia bel tempo, «salvo residui piovaschi al Sud e un aumento delle nubi altrove». Da venerdì è però in arrivo una nuova perturbazione, probabilmente la prima di una serie secondo Tedici. Tra venerdì sera e sabato mattina l’ingresso di aria fredda dal Nord Atlantico potrà portare neve fino a bassa quota al Nord-Ovest. Domenica è in arrivo una seconda perturbazione che, prosegue la nota, «porterà piogge abbondanti sul versante tirrenico». Una terza perturbazione atlantica è attesa mercoledì e una quarta il 31 gennaio.

Foto copertina: ANSA/ CARMELO IMBESI | Il maltempo a Messina, 21 gennaio 2026

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