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La ministra Santanchè vuole cambiare il calendario scolastico: «Vacanze distribuite tutto l’anno per favorire il turismo»

23 Gennaio 2026 - 19:06 Ygnazia Cigna
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Il tema fa già discutere. Fonti vicine al ministero del'Istruzione e del Merito riferiscono che al momento non c'è una proposta concreta sul tavolo, ma sarà valutata al momento opportuno

Cambiare il calendario scolastico come leva per destagionalizzare il turismo. È uno dei punti più sensibili della strategia illustrata dalla ministra del Turismo Daniela Santanchè al Forum internazionale del turismo di Milano, dove ha delineato l’idea di un’Italia da vivere 365 giorni l’anno, riducendo i picchi che si registrano nei periodi attuali di vacanze. Linea che, come la stessa ministra ha riconosciuto, non è destinata a mettere tutti d’accordo. «Alcuni faranno discutere, alcuni divideranno, alcuni forse così diranno che non sono d’accordo su questa visione, ma noi ci dobbiamo provare», ha premesso aprendo il suo intervento.

La proposta di Santanchè

Tra i punti esposti dalla ministra, quello che ha scatenato le reazioni più immediate riguarda proprio l’ipotesi di un graduale allineamento del calendario scolastico a modelli europei più equilibrati nella distribuzione delle pause durante l’anno. «Vogliamo un’Italia vissuta 365 giorni l’anno, godendo del 100% del territorio e abbattendo i picchi che generano inefficienze e insostenibilità», ha affermato Santanchè. Secondo la ministra, l’attuale assetto delle vacanze scolastiche rappresenta un limite strutturale per il turismo interno. «È ormai risaputo che il nostro calendario scolastico concentra le vacanze principalmente in due periodi dell’anno, a differenza di quanto avviene nella maggior parte degli altri Paesi occidentali, dove le pause scolastiche sono suddivise in modo più equilibrato lungo l’intero arco dell’anno», ha dichiarato, sottolineando come questa peculiarità favorisca affollamenti stagionali e riduca le possibilità per le famiglie di viaggiare al di fuori dell’alta stagione.

Per ora, solo parole

Per questo, ha aggiunto la ministra, «stiamo dialogando con il collega Giuseppe Valditara (ministro dell’Istruzione e del Merito, ndr) per avviare un percorso di confronto e lavorare su una graduale revisione dei piani scolastici» perché «una tale riforma rappresenterebbe un punto di svolta per la destagionalizzazione dei flussi turistici, favorendo una migliore distribuzione delle presenze e contribuendo così sia al benessere delle famiglie che alla crescita sostenibile del settore turistico nazionale». Allo stato attuale, però, non ci sono proposte concrete sul tavolo. Eventuali ipotesi di revisione del calendario scolastico saranno valutate più avanti. È quanto riferiscono fonti vicine al ministero dell’Istruzione, su quanto detto dalla ministra del Turismo.

Il dibattito

Il tema del calendario scolastico, del resto, è da tempo al centro di un confronto più ampio che riguarda, oltre al turismo, anche l’organizzazione delle risorse e dell’edilizia a scuola e le esigenze delle famiglie. Negli ultimi anni, il governo ha puntato sul “Piano Estate”, nato nel 2021 come risposta post-pandemica e poi rifinanziato, con l’obiettivo di offrire attività educative durante i mesi estivi. Il progetto ha coinvolto nel 2024 quasi 700mila studenti, ma la sua applicazione è rimasta disomogenea, legata all’adesione volontaria delle singole scuole e alla disponibilità di docenti e personale.

L’impostazione di rivedere il calendario scolastico continua a fare i conti con limiti strutturali e ad alimentare il dibattito tra chi lo considera un supporto indispensabile per le famiglie e per il turismo e chi, soprattutto tra i sindacati e i docenti, ne contesta la sostenibilità nel sistema scolastico attuale. E dopo le parole di Santanchè, si è attivata anche l’opposizione: «Siamo aperti ad ogni discussione ma Valditara e Santanché si ricordino di stanziare le risorse necessarie a ristrutturare le scuole, isolare gli edifici e installare impianti di condizionamento quando servono».

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