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Gli Usa invitano l’Italia a diventare membro fondatore della forza di sicurezza a Gaza: niente truppe ma addestramento e ruolo politico

24 Gennaio 2026 - 11:53 Cecilia Dardana
forza sicurezza gaza
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Il progetto, al momento ancora in fase di definizione, punta a creare una forza internazionale per garantire la stabilità nella Striscia di Gaza, con un ruolo principale nell’addestramento e nel coordinamento della polizia locale, senza intervento diretto di contingenti militari stranieri

Gli Stati Uniti hanno chiesto all’Italia di partecipare come membro fondatore alla futura Forza Internazionale di Stabilizzazione per Gaza. A riportarlo è Bloomberg, citando fonti informate secondo cui l’offerta è stata presentata questa settimana alla premier Giorgia Meloni e alla Farnesina. In base alla proposta, l’Italia non dovrebbe inviare truppe, ma contribuirebbe attraverso l’addestramento della futura forza di polizia di Gaza e grazie al peso politico del nostro Paese nei rapporti con stati arabi, Israele e autorità palestinesi. Le fonti spiegano che la decisione finale spetta alla premier e che al momento non è ancora stata presa.

Il progetto di Trump

L’ufficio di Meloni ha preferito non commentare la notizia, mentre il ministero degli Esteri Antonio Tajani non ha fornito risposte ufficiali. Dalla Casa Bianca, interpellata dalla stampa, la portavoce Taylor Rogers ha dichiarato: «Gli annunci sull’ISF arriveranno presto». Un funzionario statunitense ha aggiunto: «Diversi Paesi sono interessati a partecipare agli sforzi di pace di Trump a Gaza e gli Stati Uniti sono in trattative con nazioni partner». Il progetto, al momento ancora in fase di definizione, punta a creare una forza internazionale per garantire la stabilità nella Striscia di Gaza, con un ruolo principale nell’addestramento e nel coordinamento della polizia locale, senza intervento diretto di contingenti militari stranieri. L’Italia potrebbe quindi assumere un ruolo strategico, politico e formativo, pur evitando l’impegno operativo sul terreno.

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