Federica Torzullo, il dramma del figlio di 10 anni. Parla l’esperto: «Come farà a metabolizzare? Ecco cosa dovrebbero fare i servizi sociali»

Dopo le tragiche vicende degli ultimi giorni, il primo pensiero va a lui. Va al figlio di soli 10 anni, rimasto improvvisamente senza mamma e senza i nonni dopo il suicidio dei genitori di Claudio Carlomagno, reo confesso del femminicidio della moglie Federica Torzullo. In pochi giorni, la vita del bambino è stata completamente stravolta. A commentare la situazione all’Adnkronos è Daniele Novara, pedagogista, autore di best seller e direttore del Cpp – Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, secondo cui il bambino avrebbe bisogno di un nuovo inizio fuori dal contesto in cui è avvenuta la tragedia.
La necessità di un nuovo inizio
Secondo l’esperto, il piccolo ha bisogno di una possibilità concreta di ripartire: «Si tratta di una situazione assolutamente drammatica avvenuta in un paese molto piccolo, Anguillara. Un fazzoletto di case, come si dice. A fronte di una tragedia così grande, il bambino ha diritto a un nuovo inizio, a non passare tutta la vita dentro un lutto così incombente. Affrontandolo, semmai, in un momento futuro, quando sarà grande, con strumenti e abilità che oggi non possiede». La proposta di Novara è chiara: «La mia idea è molto semplice: un nuovo inizio fuori dal contesto dove si è generata la catastrofe, per non imporre a questo bambino, e in generale a chi purtroppo passa da simili orrori, di rivivere per tutta l’infanzia e l’adolescenza la tragedia stessa».
Il ruolo dei servizi sociali
Novara sottolinea il ruolo cruciale dei servizi sociali: «I servizi sociali devono quindi valutare quali sono le proposte e le vie fattibili, uscendo dalla retorica che parla di “sradicamento” e che parte dal presupposto di lasciare al bambino tutti i suoi attuali riferimenti». Riguardo alla necessità di proteggere il bambino dalla costante esposizione al dolore, l’esperto chiarisce: «Come fa questo bambino a metabolizzare una tragedia così grande? È assolutamente necessario un cambiamento di ambiente e di contesto, che gli permetta di avere una nuova partenza. Come in altri casi drammatici, il mantenimento di routine e di relazioni può non essere la scelta giusta, se queste ultime portano il peso della tragedia».
