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Usa, giornalisti Rai fermati e minacciati dall’ICE: «Aprite o spacchiamo il finestrino». Le opposizioni: «Meloni protesti con Trump» – Il video

25 Gennaio 2026 - 21:02 Alba Romano
L'auto degli inviati a Minneapolis del programma "In Mezz'Ora" accerchiata dagli agenti federali: «Se continuate a filmarci vi trasciniamo fuori a forza»

Due inviati a Minneapolis della trasmissione Rai In mezz’ora sono stati fermati e minacciati dagli agenti federali dell’Ice che pattugliano la città dopo l’omicidio di Alex Pretti. Le intimidazioni sono registrate in un video mandato in onda oggi dalla trasmissione condotta da Monica Maggioni. Laura Cappon e Daniele Babbo, i due inviati della Rai nella città Usa, erano a bordo dell’auto che li stava portando sui luoghi del loro reportage, quando il veicolo è stato fermato in malo modo da una squadra dell’ICE. «Uno è davanti a me e l’altro dietro. Sembra un convoglio», dice la donna al volante dell’auto su cui viaggiano i due giornalisti italiani: «Ci hanno intrappolato». A quel punto l’auto davanti si ferma, un agente esce dal veicolo e si avvicina alla macchina dei giornalisti chiedendo di abbassare il finestrino. «No, non abbasso il finestrino, non stiamo facendo nulla di male, solo guidando nella mia città», gli risponde la donna alla guida. «Spacchiamo il finestrino e ti trasciniamo fuori dall’auto», risponde a muso duro l’agente. «Press! We are press, Italian!», provano a darle manforte Laura Cappon. Ma gli agenti federali, che a quel punto hanno accerchiato l’auto, proseguono con le minacce. «Questo è l’unico avvertimento, se continuate a filmarci e a seguirci, spacchiamo il finestrino e vi tiriamo fuori dall’auto». A quel punto gli agenti sembrano tornare al loro veicolo, e il video s’interrompe.

Pd e Renzi: «Intervenga Meloni»

Nel giro di poche ore in Italia esplode il caso politico attorno all’agguato dell’ICE contro gli inviati della Rai. Le opposizioni all’unisono chiedono al governo di prendere una posizione netta e a Giorgia Meloni in persona di protestare con gli Usa per quanto accaduto. «Le minacce ai giornalisti italiani, a cui va la nostra solidarietà, da parte dell’Ice sono inaccettabili e vanno respinte con forza. Aspettiamo un’immediata presa di posizione della presidente del Consiglio e del ministro Tajani», scrive su X il leader di Italia Viva Matteo Renzi. «Al Governo Meloni, se ha un minimo di orgoglio nazionale, chiediamo di protestare formalmente e prendere le distanze una volta per tutte. E chiarire come intende proteggere i nostri connazionali che vivono e lavorano nei luoghi in cui sta operando l’Ice da questo clima di intimidazioni e violenze. Chissà se ora il Ministro Piantedosi, dopo aver visto le immagini di Minneapolis, o magari dopo aver letto le parole dei genitori di Alex Pretti, abbia capito il problema e provato un po’ di vergogna», dichiara il responsabile Esteri del Pd Peppe Provenzano.

Bonelli: «Deriva autoritaria negli Usa, basta sudditanza politica a Trump»

Toni ancor più accesi quelli del leader dei Verdi Angelo Bonelli, che parla di «salto di qualità inquietante» nell’assalto dell’ICE ai giornalisti italiani, con «intimidazioni mafiose contro la stampa nel cuore degli Stati Uniti». «Siamo davanti a una deriva autoritaria alimentata dall’amministrazione Donald Trump, che tra violenze, repressione e minacce ai giornalisti sta spingendo l’America verso una frattura da guerra civile strisciante. Di fronte a tutto questo – aggiunge – Giorgia Meloni deve condannare immediatamente quanto accaduto. Basta con la sudditanza politica verso Trump: dalla grottesca proposta di candidatura al Nobel per la pace fino al silenzio sulle offese rivolte ai militari italiani impegnati in Afghanistan. La libertà di stampa e la dignità dell’Italia vengono prima di ogni alleanza ideologica».

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