L’Ice alle Olimpiadi di Milano-Cortina? «Sì, ma a supporto della Polizia italiana». L’ambasciata Usa spiega cosa faranno gli agenti in arrivo

Alle Olimpiadi 2026 di Milano-Cortina, dunque, ci saranno o no squadre dell’Ice? A fare chiarezza dopo giorni di ricostruzioni contraddittorie è l’ambasciata Usa a Roma. Sue fonti confermano la presenza di una squadra legata all’agenzia americana, ma ne ridisegnano ruolo e funzioni. Nessuna operazione sull’immigrazione e nessuna attività di polizia sul territorio italiano. Ma solo supporto tecnico alla sicurezza dell’evento, dentro una cornice multilaterale e sotto autorità italiana, si fa sapere. Il punto è delicato, perché il nome Ice, che sta per «Immigration and Customs Enforcement», negli Stati Uniti oggi rimanda ad accuse pesanti sull’uso della forza, soprattutto dopo che agenti Ice hanno ucciso a sangue freddo a Minneapolis due cittadini, prima Renée Good, poi Alex Pretti. Ed è proprio questa immagine da «deriva autoritaria», come ha detto il leader dei Verdi Angelo Bonelli, ad aver innescato il corto circuito in Italia.
La posizione di Piantedosi
Nelle ultime ore si erano rincorse versioni diverse. Il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, prima aveva circoscritto l’eventuale presenza americana alla tutela del vicepresidente J.D. Vance e del segretario di Stato Marco Rubio, per poi in realtà ammettere di «non avere la più pallida idea». Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva liquidato la questione come «polemica basata sul nulla» perché «in questo momento gli americani come tutte le delegazioni non hanno comunicato l’elenco delle presenze» e che «l’ordine e la sicurezza pubblica sul territorio italiano lo garantisce lo Stato italiano».
Il chiarimento dell’ambasciata Usa
Il chiarimento ora arriva dal canale diplomatico. «Il Servizio di Sicurezza Diplomatica del Dipartimento di Stato svolge un ruolo guida in materia di sicurezza degli Stati Uniti ai Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026. Come in precedenti eventi olimpici, diverse agenzie federali supportano il Servizio di Sicurezza Diplomatica, tra cui Homeland Security Investigations, la componente investigativa dell’Ice», spiegano fonti dell’ambasciata Usa a Roma. È qui il punto chiave perché pare escludere l’Ice delle retate interne. Alle Olimpiadi ci sarà l’Homeland Security Investigations, il ramo investigativo che opera su reti criminali transnazionali. «Come ha osservato il Dipartimento per la Sicurezza Interna, ovviamente l’Ice non svolge operazioni di controllo dell’immigrazione in Paesi stranieri. In occasione delle Olimpiadi, l’Homeland Security Investigations dell’Ice supporta il Servizio di Sicurezza Diplomatica del Dipartimento di Stato americano e il Paese ospitante nel processo di verifica e mitigazione dei rischi provenienti da organizzazioni criminali transnazionali. Tutte le operazioni di sicurezza restano sotto l’autorità italiana».
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Le frizioni di Meloni con gli Usa
Il nodo, però, non è solo operativo. È simbolico. Le manifestazioni che attraversano gli Stati Uniti contro l’Ice e le critiche, arrivate anche da settori repubblicani, sono osservate con attenzione a Roma, dove da settimane si guarda con crescente apprensione a ciò che accade Oltreoceano. Con i rapporti tra Giorgia Meloni e Donald Trump che sembrano essersi fatti più incrinati rispetto ai mesi scorsi, dopo il «no» di Roma sull’ingresso nel Board per Gaza e le frizioni sull’attacco del leader Usa sul ruolo delle truppe Nato in Afghanistan.
