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Trump, indietro tutta sull’ICE dopo il caos a Minneapolis: «Basta morti nelle strade Usa»

26 Gennaio 2026 - 20:43 Ygnazia Cigna
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La Casa Bianca smorza i toni dopo giorni di proteste. Il governatore Tim Walz: «Abbiamo parlato della riduzione degli agenti»

Dopo giorni di proteste furenti sulle strade e dubbi sempre più fitti anche nella destra Usa, Donald Trump sembra ingranare la retromarcia sulla gestione dell’Ice in Minnesota. In una chiamata con il governatore Tim Walz, il presidente avrebbe discusso la possibilità di ridurre il numero di agenti federali nello Stato, depotenziando quindi la massiccia operazione di enforcement che da settimane infiamma Minneapolis e le altre città. Secondo il comunicato dell’ufficio di Walz, nel colloquio con la Casa Bianca «il presidente ha accettato di parlare con il suo Dipartimento per la sicurezza interna […] e di esaminare la possibilità di ridurre il numero di agenti federali in Minnesota e di lavorare con lo Stato in modo più coordinato sull’applicazione delle leggi sull’immigrazione nei confronti dei criminali violenti». Pare un segnale di compromesso dopo settimane di tensioni crescenti. Walz, che ha definito l’operazione Ice una minaccia alla sicurezza comunitaria, aveva ripetutamente chiesto il ritiro delle migliaia di agenti schierati nel suo Stato, accusando l’amministrazione di aver inviato personale «non addestrato» e potenzialmente pericoloso nelle strade di Minneapolis.

La chiamata con Walz

Trump stesso ha reso nota su Truth la telefonata con Walz, con toni ben più diplomatici di quelli usati nei giorni scorsi, anche dopo l’omicidio di Alex Pretti. «Il governatore Tim Walz mi ha chiamato chiedendomi di collaborare per quanto riguarda il Minnesota. Sembravamo essere sulla stessa lunghezza d’onda. Ho detto al governatore Walz che avrei fatto chiamare Tom Homan e che ciò che stiamo cercando sono tutti i criminali in loro possesso. Il governatore, con molto rispetto, ha capito […] Era felice che Tom Homan andasse in Minnesota, e lo sono anch’io!», ha scritto il tycoon. Tom Homan è lo «zar dei confini» dell’amministrazione Usa, che ha deciso ora di spedirlo a gestire le operazioni di sicurezza in Minnesota sotto la supervisione diretta del presidente. Il compromesso ufficializzato con Walz non significa la fine immediata dell’Ice nello Stato, sottolinea la Casa Bianca, ma un cambio di tono e di strategia, con l’amministrazione che si dice pronta ad ascoltare le richieste locali e a lavorare con le autorità statali per un approccio più coordinato, mentre allo stesso tempo mantiene uno spiegamento federale significativo.

La Casa Bianca: «Non vogliamo americani uccisi nelle nostre strade»

Sullo sfondo delle tensioni dovute alle operazioni dell’Ice, la Casa Bianca cerca quindi evidentemente di smorzare i contrasti. Nel briefing con la stampa, la portavoce Karoline Leavitt ha affermato che «nessuno alla Casa Bianca, tantomeno Donald Trump, vuole vedere americani feriti o uccisi nelle strade Usa», precisando che la sparatoria a Minneapolis è oggetto di indagini da parte dell’Fbi, del Dipartimento per la sicurezza interna e della polizia di frontiera.

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