Usa-Ue, l’intesa sui dazi resta al palo. Il Parlamento europeo rinvia la ratifica dopo le minacce di Trump sulla Groenlandia

Resta su un binario morto, almeno per il momento, la ratifica da parte del Parlamento europeo dell’accordo Usa-Ue sui dazi siglato la scorsa estate dopo l’incontro in Scozia tra Donald Trump e Ursula von der Leyen. I gruppi politici di maggioranza a Strasburgo avevano annunciato compattamente che avrebbero bloccato la ratifica dell’accordo dopo che Trump aveva minacciato di «punire» con ulteriori dazi i Paesi europei più espostisi – anche con l’invio di truppe – nella difesa della Groenlandia. A Davos la scorsa settimana il presidente Usa ha poi fatto marcia indietro, anche di fronte ai segnali pessimi sui mercati, annunciando di aver trovato un’intesa sulla Groenlandia e sull’Artico con il segretario generale della Nato Mark Rutte. I leader Ue hanno tirato a quel punto un sospiro di sollievo, ma hanno capito di fatto di non potersi più fidare di Trump. La gestione dei suoi «colpi di testa» è stata di fatto al centro del Consiglio europeo straordinario tenutosi comunque a Bruxelles giovedì scorso. E così anche il Parlamento europeo resta diffidente, e per il momento «congela» la ratifica dell’intesa, che implica tra l’altro la rimozione o riduzione di tariffe Ue sull’ingresso di molti prodotti americani.
Tutto bloccato per un altro mese
«Nessuna decisione presa oggi sulla ripresa delle normali procedure legislative Ue-Usa», ha annunciato l’eurodeputato tedesco Bernd Lange (S&D) al termine della riunione odierna della commissione per il commercio internazionale del Parlamento europeo, di cui è presidente. «Spetterà al gruppo negoziale del Parlamento europeo farlo prima della riunione della commissione commercio del 23-24 febbraio. Il gruppo negoziale del Parlamento europeo si riunirà nuovamente mercoledì prossimo, 4 febbraio, per rivalutare la situazione», ha spiegato Lange. Tradotto, insomma, gli eurodeputati hanno deciso di congelare la ratifica dell’accordo per un altro mese, in attesa di valutare l’evoluzione dei rapporti Usa-Europa. E, probabilmente, di trovare un’intesa tra i gruppi politici sul da farsi se Trump si asterrà da ulteriori annunci aggressivi contro l’Ue.
January 26, 2026
