Giorgia Meloni a Niscemi, si indaga per disastro colposo. La premier: «Non sarà come nel ’97, saremo veloci»

«Quanto accaduto per la frana del 1997 non si ripeterà, il governo agirà in maniera celere». Così Giorgia Meloni rassicura le istituzioni locali durante la riunione del municipio di Niscemi, il piccolo comune in provincia di Caltanissetta colpito dalla frana che ha già costretto oltre 1.500 persone ad abbandonare le case. Nel corso della riunione, la premier ha fatto una serie di domande ai tecnici e non appena il governo riceverà la conta completa dei danni, saranno presi provvedimenti. Nel frattempo, la procura di Gela ha aperto un fascicolo di indagine per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana. L’inchiesta è a carico di ignoti. Ai tentativi dei giornalisti di strapparle una dichiarazione, Meloni ha risposto: «Non facciamo piazzate, siamo qui per lavorare». Meloni si è impegnata a tornare tra circa due settimane per prendere decisioni più dettagliate.
Il sorvolo di Meloni in elicottero

Prima di arrivare nel comune, la premier ha sorvolato in elicottero le zone colpite dal maltempo con il capo della protezione civile, Fabio Ciciliano. In municipio, vi sono il sindaco Massimiliano Conti, il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, e il deputato di Alleanza Verdi Sinistra, Angelo Bonelli. Nel frattempo, il presidente della regione Sicilia, Renato Schifani, parla di «situazione senza precedenti». Intervenendo a Sky Tg24, ha aggiunto: «Ho visto di persona un paese che rischia di crollare davanti a un vuoto enorme. Bisogna rimboccarsi le maniche, cosa che stiamo facendo. Studieremo un piano urbanistico di ricostruzione parziale di quella struttura, lontana dalla frana. Le risorse le individueremo, c’è tutta la buona volontà».
January 28, 2026
Lo stato d’emergenza
Nei giorni scorsi, il governo ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale per Sicilia, Sardegna e Calabria, le regioni più colpite dal maltempo di queste settimane. Sono stati, inoltre, stanziati 100 milioni di euro per i primi interventi più urgenti. Il governo fa sapere in una nota che sta lavorando alla definizione del decreto-legge di assegnazione delle risorse necessarie. Per la protezione civile, le persone costrette ad abbandonare la propria abitazione potrebbero aumentare perché il costone su cui è appoggiato il centro abitato di Niscemi sta mettendo a rischio la stabilità di numerose costruzioni.
Scuole chiuse e strade al collasso
Le scuole sono in grande difficoltà. Diversi istituti saranno dislocati in altri plessi, mentre dirigenti scolastici e amministrazione comunale si sono riuniti per studiare a tavolino delle possibili soluzioni. Negli istituti scolastici, non in zona rossa, si lavora per ripristinare il metano e assicurare l’attivazione dei riscaldamenti delle aule. Nel frattempo, i danni a Niscemi aumentano. La casa di una famiglia e il casolare di un pastore sono stati ridotti a un cumulo di detriti, così come della piattaforma da cui si lanciava l’aviatore Angelo D’Arrigo e che richiamava appassionati del deltaplano da ogni parte del mondo. Anche le strade stanno collassando. Dal belvedere di Niscemi, si vede tutto il disastro che domina la zona rossa, generato dalla frana.
