Longevità, quali cibi allungano la vita

La longevità è il risultato di molti fattori. Oltre a nascere con geni favorevoli, fare esercizio fisico, dormire abbastanza e prevenire le malattie, uno di questi è il cibo. E secondo le ricerche adottare una dieta sana cambia le cose anche da adulti o da anziani. Ma allora cosa bisogna mangiare per invecchiare bene? Il Corriere della Sera spiega oggi che all’interno di un regime alimentare personalizzato ci sono alcuni punti chiave. Uno di questi è l’associazione diretta tra longevità e restrizione calorica. Non significa digiuno (intermittente), ma mangiare meno.
Quanto e cosa mangiare
Poi c’è la dieta alimentare mediterranea degli antenati. I suoi ingredienti vincenti sono i cibi vegetali, quindi frutta e verdura, ma anche legumi (da preferire come principale fonte di proteine, insieme al pesce azzurro); condimento a base di olio di oliva (anziché a base di grassi di origine animale); cereali (pane, pasta, riso) nelle formulazioni integrali. Si tratta di cibi ricchi di fibre, che migliorano anche la salute cognitiva. Infine, bisogna limitare drasticamente alcol, cibi ultra processati, zuccheri aggiunti, grassi di origine animale.
Silvio Garattini
Il quotidiano intervista anche Silvio Garattini, presidente e fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche «Mario Negri» e campione di longevità a 97 anni. Il suo segreto non è la genetica: «Ho conosciuto solo una dei quattro nonni e i miei genitori sono morti relativamente presto. La probabilità di arrivare a questa età in buone condizioni è dovuta alle abitudini di vita». Ma la vita sana: «Non ho mai fumato, ho sempre bevuto poco (e da un paio d’anni non bevo più alcol), ho sempre svolto attività motoria (cammino circa 5 km al giorno), non ho mai consumato droghe o giocato d’azzardo. Un altro fattore importante è stato il mio interesse per la medicina e la ricerca. E mangio poco».
Ti potrebbe interessare
- Kazu Miura è inesauribile: a 58 anni firma un nuovo contratto
- Silvio Garattini stronca il digiuno intermittente (e i vegani): l’ultimo ripasso su longevità e dieta prima delle feste
- David Beckham si affida agli scienziati della Nasa e lancia un integratore contro l’invecchiamento: ma il prezzo è proibitivo
Mangiare poco
Mangiare poco, insomma, è importante. Ma quanto? «Al mattino una spremuta d’arancia, qualche volta la frutta cotta; a pranzo un po’ di pasta (non più di 50 g), se sono in Istituto un pezzetto di pizza o una tazzina di riso, una banana; la sera spesso un primo e assumo proteine soprattutto sotto forma di legumi e di pesce. Mangio poca carne». Il suo nuovo libro, in uscita il 17 febbraio con Piemme, si chiama “Non è mai troppo tardi”: «Per pensare alla salute: sono i giovani che devono cambiare atteggiamento nei confronti degli stili di vita, perché la longevità si costruisce fin da piccoli, anche se il titolo ricorda che anche da adulti si può invertire la rotta. Non si azzerano i danni prodotti negli anni precedenti, ma si possono attenuare».
Il digiuno intermittente
Mangiare poco non dà però la possibilità di mangiare male: «Nel mio libro spiego che ci sono tre pilastri per alimentarsi correttamente. Badare al quanto , al cosa (noi abbiamo la dieta mediterranea che rispetta la salute) e al quando , che è stato molto enfatizzato in questi ultimi tempi con i vari tipo di digiuno». Infine, il digiuno intermittente: «Può essere un facilitatore per diminuire il consumo di cibo — e torniamo al quanto —, ma ritengo più importante adattare i tempi alle situazioni personali. Si può mangiare anche 5 volte al giorno».
