Crans Montana, salgono a 4 gli indagati per il rogo: nell’inchiesta anche l’attuale responsabile comunale della sicurezza

Salgano a quattro gli indagati per il rogo di Crans-Montana. Dopo i coniugi Jacques e Jessica Moretti e un ex funzionario del Comune svizzero, anche l’attuale responsabile comunale per la sicurezza pubblica risulterebbe indagato nell’inchiesta sull’incendio di Capodanno del Constellation dove sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite. Secondo quanto riferiscono alcuni media francofoni, quest’ultimo indagato sarà interrogato dalla procura di Sion venerdì 6 febbraio. Nel frattempo, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato oggi – giovedì 29 gennaio – a Dubai il papà di Emanuele Galeppini, il ragazzo deceduto a Crans-Montana. I genitori di Emanuele, che era una promessa del golf italiano, vivono negli Emirati Arabi Uniti.
Chi sono gli indagati?
Oltre ai coniugi Moretti, i due nuovi indagati nell’inchiesta del rogo di Capodanno sono Christophe Balet, responsabile del servizio di sicurezza pubblica del Comune di Crans-Montana, e il suo predecessore Ken Jacquemoud. Balet è il funzionario comunale che il 3 gennaio ha trasmesso agli inquirenti la documentazione urbanistica e amministrativa relativa al locale del Constellation. Mentre Jacquemoud, attualmente responsabile della sicurezza del comune di Val d’Illiez, viene citato dall’avvocato Mickael Guerra, legale di alcune famiglie delle vittime, che chiede il suo interrogatorio: «In qualità di ex funzionario e tenuto conto della sua posizione gerarchica, – scrive l’avvocato Guerra alla procura di Sion – egli sarà in grado di riferire utilmente in merito ai controlli effettuati presso i luoghi incriminati e di fornire informazioni utili su elementi determinanti per l’istruttoria».
Tajani: «Con la Svizzera nessun incidente diplomatico»
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è intervenuto questa mattina sulla polemica – sollevata dallo stesso governo Meloni – riguardante la scarcerazione di Jacques Moretti, vicenda sulla quale era intervenuta direttamente la Svizzera, parlando di «toni inaccettabili» da parte dell’Italia. Con la Svizzera non c’è stato «nessun incidente diplomatico, soltanto pretendiamo che si faccia giustizia», ha detto il ministro al suo arrivo alla riunione con gli omologhi Ue. «Rispettiamo tutte le decisioni, si possono anche criticare certe decisioni che non riguardano la Svizzera e il governo svizzero, ma riguardano un cantone che, di fronte a una tragedia come quella della notte di Capodanno, ha tardato sulle indagini, ha rimesso in libertà su cauzione irrisoria (200 mila franchi) due persone che sono oggettivamente responsabili», ha sottolineato, osservando che «quando c’è pericolo di reiterazione del reato, di fuga e di inquinamento delle prove» si è anche «liberi di decidere, si può anche cambiare magistrato, andare con il giudice di un altro cantone». L’Italia, ha aggiunto, «ha chiesto anche indagini congiunte perché ci sono morti e feriti italiani, non è una questione secondaria per noi».
