Musumeci: «Usare i soldi del Ponte per la Sicilia? È un argomento da bar». E su Niscemi: «Si spenda intanto quello che c’è»

«Argomenti da bar». Così il ministro della Protezione civile Nello Musumeci ha liquidato le posizioni di chi, in particolare dall’opposizione, propone di dirottare le risorse destinate al Ponte sullo Stretto di Messina verso la ricostruzione delle aree colpite dal ciclone Harry. «È una tesi pretestuosa di chi si oppone alle infrastrutture strategiche – sostiene -. C’è chi vorrebbe farci tornare alle palafitte. Noi, invece, immaginiamo un Sud moderno, dotato di infrastrutture e collegamenti rapidi tra le due sponde». Musumeci ha inoltre precisato che per Niscemi «i fondi sono già stanziati nel bilancio del Dipartimento ricostruzione della Protezione civile e, qualora non fossero sufficienti, il governo avrebbe la possibilità di reperirne altri».
L’opposizione va all’attacco
Per l’opposizione, dal Pd ad Avs, fino ai 5stelle, i soldi per il ponte di Messina vanno usati per il risanamento ambientale. Così come a questo scopo devono essere destinati i fondi pubblici bloccati dalla corte dei Conti e destinati sempre all’infrastruttura sullo stretto. La discussione sul ponte, progetto rilanciato dall’attuale ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini, tiene banco da oltre un ventennio. Ma dopo i danni a Niscemi l’opposizione sposta la discussione su un altro piano: «In Sicilia ho trovato una situazione drammatica, a Niscemi ci sono 1.500 persone fuori dalle loro case», ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein.
«C’è un miliardo di euro messo sul progetto del Ponte che non potrà essere usato per il blocco della Corte dei Conti, venga spostato immediatamente per dare sostegno a questi territori», la proposta. A rilanciare è anche uno dei leader di Avs: «Spero che, dopo il giro di oggi in Sicilia, la presidente Meloni abbia compreso come la posizione assunta sino ad oggi dalla destra e dal suo governo contro le politiche sul clima e a favore del ponte rappresenti un grave danno per l’Italia». Ed è anche l’Assemblea regionale siciliana, approvando un odg di Sud Chiama Nord, a chiedere di dirottare i fondi previsti per il ponte verso gli interventi di ricostruzione.
Niscemi e «l’indagine amministrativa» sulla frana del 1997
Nel frattempo, il ministro della Protezione civile ha fatto sapere che avvierà «un’indagine amministrativa» per valutare perché dopo la frana del 1997 a Niscemi non si è intervenuti. È l’iniziativa che oggi – giovedì 29 gennaio – proporrà al Consiglio dei ministri. Lo ha annunciato lui stesso intervistato da Rainews24. Il ministro ha fatto riferimento a «omissioni e superficialità»: «Si era probabilmente convinti che la frana si fosse arrestata. Tutto questo va valutato con un’indagine amministrativa – ha detto – Oggi ne parlo al Cdm. È importante fare la cronistoria di quello che è accaduto negli ultimi 30 anni e perché siamo arrivati a un punto di non ritorno. Nel 1997 non si è intervenuti: vorrei capire se c’è stata una sottovalutazione del fenomeno», ha dichiarato.
Il ministro conta, inoltre, sul fatto che il team di esperti – di cui faranno parte geologi e altri specialisti – possa dirgli nello spazio di 15 giorni «con molta dovizia di particolari» che cosa accadrà a Niscemi – dove l’area rossa è destinata ad allargarsi – «tra un mese, un anno e 10 anni». «Abbiamo il dovere di comprendere se il fenomeno potrà coinvolgere altre aree del centro abitato. Chi vive in quella cittadina ha il diritto di sapere come progettare la propria vita», ha concluso.
L’aiuto dall’Ue
Anche l’Ue farà la sua parte. L’Italia intende, infatti, «chiedere l’aiuto del Fondo europeo di solidarietà» per Calabria, Sicilia e Sardegna colpite dall’uragano Harry. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al suo arrivo alla riunione con gli omologhi Ue. «Adesso dovranno essere preparati le analisi e i dati dalla protezione civile», ha spiegato Tajani. «Ne abbiamo parlato anche al consiglio dei ministri, è giusto procedere come sempre abbiamo fatto» e «c’è sempre stata una risposta generosa da parte dell’Europa».
Foto copertina: ANSA/FABIO MURRU | Il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci a La Maddalena spiaggia (Capoterra) dopo il passaggio del ciclone Harry, Capoterra 27 Gennaio 2026
