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Fratelli d’Italia e il gelo su Vannacci: «È un bluff. Non supererebbe nemmeno l’uno percento»

29 Gennaio 2026 - 16:42 Sofia Spagnoli
Le perplessità dei meloniani dopo la diffusione del logo. E dalla Lega arriva la condanna anche di Attilio Fontana: «Bene la pluralità, avere altri simboli è diverso»

La Lega e il suo «problema da 500mila preferenze», ovvero l’eurodeputato Roberto Vannacci, non sembrano preoccupare particolarmente Fratelli d’Italia e, dunque, la premier Giorgia Meloni. Se oggi l’ex generale, dalle colonne del Corriere, ha dichiarato di non puntare al 2% ma, iperbolicamente, al «6, al 10, al 20» per quel contenitore di vannacciani che potrebbe nascere sotto il segno di “Futuro Nazionale”, logo di un ipotetico partito diffuso nei giorni scorsi, da Fratelli d’Italia non condividono questa lettura.

Anzi: «Vannacci è un bluff, non ha una struttura territoriale né voti radicati sul territorio», tagliano corto alcune fonti di partito. «Quei 500mila voti ottenuti alle europee sono voti della Lega – rimarca un deputato di FdI – preferenze raccolte perché il capo partito ha dato indicazioni a sindaci, consiglieri e amministratori locali».

«Fatica a trovare 100mila firme per formare le liste elettorali»

Fondare un nuovo partito richiede uno sforzo notevole, ed è cosa risaputa. Lo ricordano i Fratelli: «Noi un partito da zero l’abbiamo fatto e conosciamo la fatica e le difficoltà che ne conseguono», riesumano il topos della “ragazza della Garbatella”, partita da zero. Tra i meloniani prevale lo scetticismo sulle prospettive di un nuovo soggetto politico firmato Vannacci: «Non supererebbe nemmeno l’uno per cento» e addirittura farebbe «fatica a raccogliere le 100mila firme necessarie per presentare la lista in tutta italia» (le firme minime alle elezioni nazionali, dopo il taglio dei parlamentari, sono circa 80.000, ndr).

La soglia di sbarramento della nuova legge elettorale

Uno scenario quello profilato da FdI che lo collocherebbe ben al di sotto delle soglie di sbarramento che il centrodestra sta pensando di introdurre in vista della definizione di una nuova legge elettorale per le politiche del 2027. Per limitare l’ingresso di formazioni minoritarie potenzialmente destabilizzanti, la maggioranza starebbe valutando di fissare l’asticella al 3% per i partiti che entrano in coalizione e al 4% per quelli che scelgono di correre da soli.

«Se sopravvissuto, è solo grazie alla Lega. Da solo non regge»

Per FdI, se il generale è sopravvissuto politicamente dunque «è solo grazie al partito. Da solo non regge». Quel partito da cui però Vannacci sembrerebbe avviato verso un’espulsione, complice la “cattiva condotta” contestatagli negli ultimi tempi, mentre la porta d’uscita gliela aprirebbero volentieri i leghisti del Nord-Est, veneti e lombardi in primis, che lo vorrebbero fuori dai giochi.

Anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, è tornato sulla questione questa mattina, definendo il generale «un’anomalia» e «un elemento anomalo all’interno del nostro movimento». «Nel senso che- ha precisato – io sono dell’opinione che, come ha detto anche Durigon, all’interno di un partito impostazioni diverse possano essere motivo di arricchimento. Ma creare circoli, organizzare manifestazioni al di fuori del partito, presentare e depositare un nuovo logo, realizzare un nuovo sito: questa è un’anomalia». E rimbalza la palla a Matteo Salvini: «Sarà il segretario a fare valutazioni».

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