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Calenda a Forza Italia: «Felice se ci sarà spazio per lavorare insieme». Poi la stoccata a Salvini: «Non sto con chi riceve neonazisti e cocainomani»

25 Gennaio 2026 - 14:38 Alba Romano
carlo calenda
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L’intervento del leader di Azione, invitato all'evento di Forza Italia, è arrivato sullo sfondo della polemica per la visita al ministero dell’esponente dell’estrema destra britannica Tommy Robinson, ospite di Matteo Salvini
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«Questo Paese ha disperatamente bisogno di liberali, popolari e riformisti» e che questi «non si sottomettano né a sovranità di destra né a estremisti di sinistra»: Carlo Calenda, segretario di Azione, lo ha spiegato all’evento di Forza Italia nel suo discorso. «Faremo quel percorso e se ci sarà spazio per lavorare insieme sarò felicissimo, perché io a condividere un partito con Conte, Bonelli, Fratoianni, Vannacci e Salvini proprio non ce la faccio».

La polemica per la visita di Tommy Robinson

L’intervento di Calenda è arrivato sullo sfondo della polemica per la visita al ministero dell’esponente dell’estrema destra britannica Tommy Robinson, ospite di Matteo Salvini. Dal palco della kermesse, Calenda attacca: «Non posso stare con chi riceve neonazisti cocainomani in un ministero della Repubblica Italiana». E spiega la propria posizione: «Vengo dalle aziende, mai appassionato a destra e sinistra, so che oggi questo paese ha disperato bisogno di liberali popolari e riformisti che non possono essere sottomessi né a estremisti di destra né di sinistra. Noi quel percorso lo faremo e se ci sarà spazio per lavorare insieme sarò felicissimo. Perché non posso pensare di alzarmi al mattino e scoprire di condividere il partito con Conte, Fratoianni, Bonelli, Salvini e Vannacci. Proprio non posso farcela». Duro anche il vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani: «È incompatibile con i miei valori. Io non lo incontro. Salvini vede chi vuole. Lui fa il suo, noi facciamo il nostro».

L’omaggio a Silvio Berlusconi

La manifestazione, dal titolo “Più libertà, più crescita”, ha celebrato i 32 anni dalla discesa in campo di Silvio Berlusconi e ha segnato l’avvio della campagna referendaria sulla riforma della giustizia. La sala del teatro Manzoni di Milano era gremita, con i 1.300 posti occupati, e l’apertura è stata scandita dall’inno di Forza Italia e dall’inno italiano. Presenti i vertici azzurri: oltre a Tajani, il presidente del Piemonte e vicesegretario Alberto Cirio, il vicesegretario Stefano Benigni, il ministro Paolo Zangrillo, la presidente della Consulta nazionale Letizia Moratti, il presidente Mediaset Fedele Confalonieri, e in prima fila Marta Fascina, visibilmente commossa. Ha partecipato anche Paolo Berlusconi. Il partito ha preso posizione sul referendum sulla giustizia, alzando in alto i cartelli con il “sì”.

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