Si chiama Eva Statiella, l’assessora creata con l’Ai ad Acqui Terme: avrà la delega all’Umanizzazione

Si chiama Eva Statiella e presto assumerà il ruolo di assessora comunale ad Acqui Terme, in provincia di Alessandria. Eppure nessuno ne aveva mai sentito parlare prima. Il motivo è semplice: non è una persona reale, ma è stata generata con l’intelligenza artificiale. Per iniziativa del sindaco, Danilo Rapetti, la città piemontese diventa la capofila di un esperimento che traghetta la politica e la pubblica amministrazione verso le meraviglie, le incognite e le angosce del XXI secolo. Ma c’è un paradosso. Statiella, con l’imminente rimpasto della giunta comunale, riceverà la delega all’Umanizzazione, insieme a quelle, indubbiamente più in linea, all’intelligenza artificiale e alla transizione digitale.
Cosa farà l’assessora virtuale
L’iniziativa non nasce per assegnare un incarico in più a questa o quella forza politica, bensì per sperimentare concretamente il ruolo che sistemi di Intelligenza artificiale potrebbero assumere nei processi decisionali. Come ha spiegato lo stesso sindaco, l’obiettivo è «capire meglio cosa potrà accadere quando queste entità avranno un ruolo attivo e decisionale». Anche il nome non è stato scelto a caso: Eva richiama la figura biblica considerata la progenitrice dell’umanità femminile, mentre Statiella rende omaggio sia ai Liguri Statielli, antica popolazione che abitava il territorio, sia ad Acquae Statiellae, l’insediamento romano da cui ha avuto origine l’attuale città termale. Restano però da chiarire diversi aspetti pratici. Non è ancora noto quali provvedimenti l’assessora virtuale potrà adottare nell’ambito delle sue competenze né in che modo prenderà parte al confronto con gli altri membri della giunta. Una cosa, però, sembra certa: il progetto è soltanto all’inizio.
Un sindaco «avatar»
Rapetti ha infatti in cantiere molto altro. Espresso nel 2022 da una lista civica dopo una lunghissima militanza nel centrodestra, il primo cittadino intende replicare una copia virtuale di se stesso da dare in pasto alla cittadinanza. Un sorta di «sindaco avatar» che «risponderà ai turisti o a chi vorrà fare domande sugli uffici, sulle necessità, sulle proposte per la città». Il tutto sulle sue pagine social. Ma nelle intenzioni del sindaco il Comune stesso dovrebbe diventare “agentico”, con flotte di computer in grado di occuparsi delle relazioni con il pubblico sbrigando alcuni affari su urbanistica, anagrafe, stato civile. A beneficio anche dei dipendenti pubblici, i quali, sgravati da incombenze «ripetitive, lunghe e senza costrutto», avranno «più tempo per formarsi, incontrare, studiare le pratiche più complesse». E tutto questo «senza licenziare nessuno».
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Foto copertina: FACEBOOK / L’ASSESSORA VIRTUALE

