Il blitz di Casapound e Skinhead davanti alla Camera: «Remigrazione per rimandare a casa i migranti legali» – Video
La conferenza stampa di Casapound, Forza Nuova e Veneto Fronte Skinhead, voluta dall’area della Lega più vicina a Roberto Vannacci e chiesta da Domenico Furgiuele si è tenuta, in qualche modo, davanti a Montecitorio. Dopo che la sala stampa è stata occupata dall’opposizione, i portavoce dell’iniziativa sulla Remigrazione hanno parlato coi giornalisti di fronte al palazzo della Camera dei Deputati, annunciando che torneranno presto: «Manderemo a casa i migranti regolari» e, a chi chiede se torneranno, hanno risposto: «Torneremo qui con migliaia di firme». Inveiscono il portavoce di CasaPound Luca Marsella, Ivan Sogari di Veneto Fronte Skinheads, l’ex Forza Nuova Jacopo Massetti e Salvatore Ferrara della Rete dei Patrioti. «Se la conferenza stampa è stata annullata è una vergogna. Noi dobbiamo entrare in Parlamento. Siamo di fronte a un atto mafioso, oggi l’antifascismo è mafia», aggiungono.
Il tuo browser non supporta il tag iframe
Ti potrebbe interessare
Il secondo tentativo di entrare
Dopo le dichiarazioni il gruppo ha fatto un secondo tentativo di entrare a Montecitorio: «Noi non abbiamo nessun tipo di rapporto col governo. Abbiamo trovato Furgiuele» il leghista che ha “offerto” la sala stampa. «Lui – aggiunge Marsella – ha condiviso anche se non in modo totale una proposta di legge» di iniziativa popolare su cui oggi «parte on line la raccolta delle firme». Gli uffici di Montecitorio, sotto la guida del presidente (leghista) Lorenzo Fontana, hanno comunque deciso di non lasciar entrare la delegazione. Marsella a quel punto ha attaccato frontalmente il presidente dei deputati, colpevole, a suo dire, di essere strumentalizzato dagli antifascisti: «La Mafia antifascista ci ha impedito di entrare alla Camera» ma quando «arriveremo a 50mila firme torneremo qui in Parlamento».
Il progetto di legge, che riprende le iniziative analoghe lanciate dall’estrema destra in Germania, propone di rimpatriare i migranti regolari oltre a quelli irregolari, «sono mano d’opera a basso costo – dice Marsella – per noi è un problema di identità».
