Il Cremlino accetta la tregua di Trump (che non è di 7 giorni e non su tutta l’Ucraina). Zelensky: «Mosca ha interrotto lo scambio di prigionieri»

Il Cremlino rompe il silenzio e conferma di aver accettato una proposta di tregua avanzata da Donald Trump. La Russia, ha assicurato il portavoce Dmitry Peskov, si asterrà dagli attacchi sulla capitale dell’Ucraina, Kiev, fino a domenica 1° febbraio. Non si tratta, insomma, dei sette giorni di cui parlava il presidente americano e nemmeno di uno stop ai bombardamenti su tutto il Paese. Il cessate il fuoco temporaneo, spiega sempre il Cremlino, serve a «creare condizioni favorevoli ai negoziati di pace». Peskov ha detto che Trump si è rivolto personalmente al presidente russo Vladimir Putin chiedendogli di astenersi dal lanciare attacchi su Kiev per una settimana fino a domenica 1 febbraio per facilitare lo svolgimento dei negoziati, la cui ripresa è prevista quel giorno a Abu Dhabi. Putin ha accettato, ha aggiunto il suo portavoce, facendo quindi capire che tale tregua sarebbe già in vigore da lunedì scorso.
Interrotto lo scambio di prigionieri
Nel frattempo, le relazioni tra Mosca e Kiev restano rigide. Parlando con alcuni giornalisti, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che la Russia ha interrotto lo scambio di prigionieri. «I russi hanno bloccato il processo. Non sono molto interessati allo scambio di persone perché ritengono che non porti loro nulla», ha detto il leader di Kiev. «Pensano che ci dia qualcosa. Ma credo che debbano pensare anche alla loro gente, ai loro militari», ha aggiunto Zelensky.
L’invito a Putin: «Venga a Kiev, se ne ha il coraggio»
Nel colloquio con la stampa, il presidente ucraino ha respinto categoricamente la possibilità di incontrare il presidente russo Vladimir Putin a Mosca. Anzi, ha pubblicamente invitato il leader del Cremlino a venire a Kiev. «Certo, per me è impossibile incontrare Putin a Mosca. Sarebbe come incontrare Putin a Kiev. Posso anche invitarlo a Kiev, lasciarlo venire. Lo inviterò pubblicamente, se ha coraggio, ovviamente». A proposito dei negoziati, ancora in stallo, sulla fine della guerra, Zelensky ha precisato di voler raggiungere un accordo costruttivo e di essere disposto a organizzare un incontro con la controparte, purché sia produttivo. Il prossimo ciclo di colloqui tra russi, ucraini e americani avrebbe dovuto tenersi domenica 1° febbraio ad Abu Dhabi ma potrebbe slittare a causa delle tensioni tra Washington e Teheran.
«Nessun accordo per una tregua energetica»
A proposito della tregua annunciata da Trump e mai confermata da Cremlino, Zelensky afferma che non esiste un accordo ufficiale di cessate il fuoco sugli obiettivi energetici tra Ucraina e Russia. Più che di un’intesa, si tratterebbe di «un’opportunità» a cui si sta lavorando. «Se Mosca interromperà gli attacchi alle infrastrutture energetiche dell’Ucraina, Kiev in cambio si asterrà dal colpire i siti energetici russi», ha proposto Zelensky.
Foto copertina: EPA/Maxim Shipenkov | Il presidente russo Vladimir Putin
